ACQUA DOLCE ALLE ISOLE

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

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L'enigma del ritratto

"Tutto è un ritratto"
(Lucian Freud)

Questa storia era scritta in un ritratto. Ogni minuto dei giorni che occupò, ogni miglio di mare che percorse, ogni grado magnetico che ne definì latitudine e longitudine, tutto, ma proprio tutto era già contenuto nel ritratto dell'uomo che la visse.
L'uomo ha una quarantina d'anni ed è raffigurato sullo sfondo di una città di mare. Non sappiamo di che porto si tratti, i particolari alle sue spalle sono pochi, ci fanno solo capire che il soggetto si trova in una posizione sopraelevata rispetto alla superficie marina, forse su un'altura prospicente la costa, forse sul tetto di un palazzo. Questo dubbio il ritratto non lo scioglie. Ciò che appare chiaro è che il luogo è in riva al mare ed egli ci si sente a suo agio. La linea che si intravede dietro di lui è quella dell'orizzonte, la linea che divide il cielo dal mare. Chi eseguì il ritratto utilizzò per il mare un colore blu che appartiene al Mediterraneo, un blu intenso. Ce l'ha la lampuga sul dorso, un blu come quello, ma quando è viva, che da morta diventa grigia come la pietra cote. Guardate una lampuga prima che muoia se volete sapere da dove viene quel blu, sembra dirci l'artista, se volete scoprire cosa si nasconde nel dipinto. Per il cielo fu scelto un azzurro di rara purezza, lo stesso che Antonello da Messina usò quando tinse il velo dell'Annunciata. La vicenda si svolge da quelle parti e tra i personaggi ci deve essere una donna che va sposa, è l'azzurro a dircelo. Gli occhi dell'uomo guardano chi lo sta dipingendo. Sono scuri perché il sole dall'alto dell'estate riempie le sue orbite di ombra, dev'essere mezzogiorno, ma l'artista ha voluto mettere anche due pennellate di bianco in quegli occhi, per farli vedere a chi osserva il ritratto, per far capire che l'uomo ha occhi confusi nello scuro dell'ombra, ma pronti ad accendersi come l'argomento della narrazione che si muove in un alternarsi di ombre e di luci. La bocca dell'uomo ha appena sorriso, la mano di chi dipingeva è riuscita a cogliere la gioia che attraversa il volto. La pelle è bruciata dal sole e dall'aria di mare, l'uomo è un marinaio. La giacca che indossava, dai grandi bottoni d'argento (è stato usato un colore chiaro, ma potrebbe trattarsi di osso di balena o di dente di narvalo) si trova accanto a lui ed egli appare a torso nudo. I capelli folti e scompigliati che gli lasciano la fronte scoperta, ma cadono disordinatamente sulle orecchie, fanno pensare che non si sia messo in posa per farsi ritrarre, ma fosse semplicemente seduto. Le pieghe del naso e le rughe sotto gli occhi comunicano che è un po' stanco, forse sbarcato da poco. Pennellata dopo pennellata il quadro ci consegna l'immagine di un uomo che ha viaggiato. Il viaggio non deve essere stato spiacevole, nel Mediterraneo navigare d'estate non è mai spiacevole, soprattutto se ci si serve di una barca a vela, come riferisce il profilo dello sciabecco posto alle sue spalle, uno sciabecco con le vele gonfie di vento. C'è da credere che il viaggio sia stato bello non solo perché è estate, ma per il sentimento di libertà che si prova navigando a vela. La libertà conta molto per il marinaio del ritratto, lo si capisce nell'espressione fiera del suo volto, l'espressione di chi è disposto ad affrontare difficoltà per difenderla. Così possiamo supporre che il motivo che lo ha condotto in quel porto abbia a che fare con la libertà, un altro passo importante verso la soluzione dell'enigma. Ora siamo in possesso delle parti essenziali della vicenda, tuttavia a guardar bene c'è ancora qualcosa che sfugge. Il capo impercettibilmente inclinato del soggetto adombra un elemento attrattivo e passionale. È un cenno ironico, ma basta a farci intendere molto di più. Forse il tassello che manca ha attinenza con l'amore? L'amore, lo sappiamo, è l'argomento misterioso per eccellenza, di molti colori si ammanta per confonderli tutti. A questo punto chi dipingeva ha preferito fermarsi, ha messo in bocca all'uomo una pipa e ce lo ha consegnato come un inquieto lupo di mare, un espediente per sfumare i confini della storia e lasciar correre l'immaginazione.

 

Ritratto di marinaio

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PREFAZIONE
L'ENIGMA DEL RITRATTO
CAPITOLO 1
CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33


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