ACQUA DOLCE ALLE ISOLE

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

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Capitolo 12

Il caffè dove si svolsero le conversazoni tra me e Gaetano era una latteria con licenza di bar che si trovava a poca distanza dal mio recapito genovese di studente. Di lato al locale vi era un giardinetto, due oleandri e una pila di bottiglie vuote accatastate alla rinfusa tra vecchie poltrone di midollino e un mastello per l'acqua piovana, che il gestore usava per stare all'aperto quando non vi erano clienti da servire.
In quell'angusto retrobottega venivano ammessi solo gli amici di Gaetano, marittimi che avevano navigato con lui, e anch'io dopo aver rivelato di aver conosciuto il comandante Balsimelli ebbi il permesso di frequentarlo.
La sera, dopo lo studio, uscivo a fare due passi, così presi l'abitudine di recarmi nel giardino di Gaetano nelle ore notturne, che nei furori roventi del luglio genovese erano le più belle. Se la nottata era di quelle giuste, poteva succedere che l'evocazione dei fatti a volte comici a volte drammatici che avevano incrociato il vissuto dei presenti su mari lontani portasse la compagnia a raggiungere l'alba. Ecco allora, in fondo al vicolo dove ci trovavamo, apparire la moglie piccola e storta di Gaetano, un genietto nottambulo che veniva a riprendersi il marito con l'amorevole cura dell'aratore che stacca il bue dall'aratro per ricondurlo alla greppia. Al suo arrivo l'omone abbassava la testa mansueto e si faceva portare a casa congedando insieme agli amici i fantasmi del passato che a quell'ora erano già in secca sul fondo della sua bottiglia di rum. All'inizio di quelle serate, quando si poteva ancora contare sulla lucidità di Gaetano, ascoltare i suoi racconti era un piacere senza pari.
- Prima di prendere il comando del piroscafo Franceschiello il comandante Balsimelli pilotava lo yacht di un nobile palermitano che lo teneva a stipendio tutto l'anno, il barone Nasca, uno che trascorreva l'inverno a Napoli e l'estate a Montecarlo. Quando Annibale arrivò sul Franceschiello il panfilo del barone si trovava fermo in cantiere per lavori di ristrutturazione. Il barone non aveva fretta e il cantierista, che aveva già intascato un anticipo, ne aveva ancor meno, così la barca se ne stava in secca sull'invaso. Dopo alcuni mesi di inattività, il comandante Balsimelli cominciò a soffrire del malessere che assale gli uomini di mare quando trascorrono troppo tempo a terra. Si tratta di un disturbo che noi marinai conosciamo bene, la stoppa con la quale è calafatata la nostra anima si secca e dalle crepe può entrare di tutto. Allora i marinai diventano irascibili, si accapigliano per un nonnulla ed è meglio per gli altri non averci a che fare. Annibale era un uomo così misurato che non avrebbe mai torto un capello a nessuno, ma dopo tutti quei mesi sulla terraferma la sua bonarietà era al limite. Un giorno, verificando per l'ennesima volta che l'avvio dei lavori non era avvenuto, si scontrò col cantierista, tipo rustico e per niente socievole. L'uomo lo offese ed egli si trattenne a stento dal mettergli le mani addosso. A rendere dura l'estate del comandante Balsimelli contribuiva la lontananza di Isoline, la sua fidanzata. Annibale l'avrebbe rivista solo l'anno successivo quando, rimesso in mare il panfilo del barone Nasca, le crociere estive sarebbero riprese ed egli avrebbe raggiunto di nuovo Marsiglia, città dove la ragazza abitava. Fu per quell'insieme di motivi che Annibale si imbarcò sul Franceschiello, per distrarsi un po' e per combattere la solitudine. Se aveste osservato la sua faccia dopo i primi viaggi a Lipari a bordo della nave cisterna, capireste cosa intendo affermare. Il comandante aveva riacquistato la serenità perduta. -

 

cantierista rustico

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PREFAZIONE
L'ENIGMA DEL RITRATTO
CAPITOLO 1
CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33


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