ACQUA DOLCE ALLE ISOLE

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

Creative Commons License Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons .


Capitolo 16

Gaetano riempì i bicchieri di birra e riprese a parlare col tono grave e lento che preannunciava una svolta importante nel racconto. - Non dubitai - disse - che a far precipitare l'umore del comandante Balsimelli fosse stato l'incontro col medico torinese. Anche senza che lui ne avesse parlato, capii che la figura del perseguitato politico lo aveva colpito. Tutti sapevamo della presenza di confinati politici a Lipari. Fino a un anno prima che vi giungessimo col Franceschiello il loro numero era elevato, diverse centinaia di individui, se non ricordo male. Poi ci fu la fuga di Lussu, Rosselli e Nitti e la colonia penale venne smantellata. I prigionieri, perché in realtà erano prigionieri, furono trasferiti su altre isole giudicate più sicure dal Ministero degli Interni. Alcuni di essi però rimasero lì, forse si trattava di quelli ritenuti meno pericolosi. Anche la vigilanza venne ridotta, il personale di polizia fu trasferito altrove. -
Gaetano bevve una lunga sorsata di birra e passò il dorso della mano sui baffi per togliere la spuma. Prima di riprendere a parlare si guardò intorno come se temesse che qualche estraneo fosse in ascolto.
- Adesso le dirò una cosa che forse la stupirà, allora ero fascista anch'io, non uno squadrista, badi bene, semplicemente uno convinto che Mussolini stesse facendo le cose di cui il paese aveva bisogno, opinione che apparteneva a molti italiani. -
Il macchinista tacque e mi guardò cercando di capire le mie reazioni. In quegli anni non era comune sentire affermazioni come la sua, chi le faceva poteva venire interpretato come nostalgico del regime fascista. Io stavo apprezzando la sua sincerità coraggiosa quando Gaetano riprese.
- Non passò molto tempo che cambiai parere, le porcherie dei papaveri di regime che si arricchivano, la cialtronaggine e l'inefficienza che avevano ripreso piede in maniera dilagante mi fecero capire che le promesse di rinnovamento erano una favola per gli sciocchi, ma fino a quell'estate non avevo avuto dubbi sulla validità della svolta che il fascismo aveva impresso al paese. Col comandante Balsimelli cominciammo a parlare di politica dopo l'incontro col medico condannato al confino. La gente di mare è sincera e Annibale affermò senza mezzi termini che i fascisti non li poteva soffrire, avevano ucciso il suo miglior amico. Poi c'erano stati la partenza dall'Italia e gli anni trascorsi all'estero e forse un po' di quella rabbia gli era passata. Quando lo conobbi dava l'impressione di non trovarsi male, gli stipendi sicuri che riceveva dal barone Nasca lo avevano convinto a non tornare in America dove era un pilota di barche a vela molto apprezzato. Insomma non amava il fascismo, ma in Italia non stava male. Fu l'incontro col medico confinato a rimettere tutto in discussione. E quello che successe in conseguenza di quell'incontro ebbe effetti importanti anche su di me perchè anch'io, che come ho detto non ero un ribelle, mi schierai a fianco del comandante Balsimelli in un'operazione che mi avrebbe fatto rischiare molti anni di galera e che finì per cambiare la mia vita per sempre. -

Scarica il romanzo completo in formato ".epub" .

PREFAZIONE
L'ENIGMA DEL RITRATTO
CAPITOLO 1
CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33


Scarica il romanzo completo in formato ".epub" .