ACQUA DOLCE ALLE ISOLE

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

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Capitolo 21

- Che matto era Annibale Balsimelli! - Gaetano si arricciò i baffi. - Ma quanto a follia, nemmeno io scherzavo da giovane. - aggiunse.
Nel cortiletto del bar dove ci trovavamo, i compagni di bevuta Slatan e Nivaldo sorrisero. Avevano l'aria di chi sente la storia per l'ennesima volta, ma poiché la rappresentazione veniva eseguita a mio uso e consumo, tacevano per non privarmi della sorpresa. - Dopo che il comandante Balsimelli mi chiese se ero disposto ad aiutarlo, rimasi zitto. Non era una richiesta da poco la sua, si trattava di diventare complice nell'espatrio di una persona sospettata di antifascismo. Se mi avessero scoperto avrei perso il lavoro e sarei finito al fresco chissà per quanto tempo. -
Un refolo di vento fece scuotere gli oleandri del piccolo giardino e una bottiglia vuota rotolò sul piancito con uno scampanio che distolse la nostra attenzione. In quel momento un metronotte si avvicinò in bicicletta alla rete che divideva il giardino dalla strada.
- Vedo che la compagnia è riunita al gran completo – disse fermandosi – anzi, è cresciuta di numero. - La battuta era riferita a me. Gaetano lo salutò e gli offrì da bere.
- Solo un goccio, devo ancora fare un bel po' di chilometri. -
Gli porsero un bicchiere e glielo riempirono di birra. L'uomo lo vuotò d'un fiato, poi si mise a parlare di calcio, non ricordo quale delle due squadre genovesi fosse stata sconfitta dall'altra, il nuovo venuto tifava per la vincente e se ne mostrò felice. Prima di andarsene mi guardò.
- Non creda a quello che raccontano questi ubriaconi, tutte le notti inventano qualche balla nuova, li conosco bene. -
Gli altri lo coprirono di contumelie mentre si allontanava pedalando.
- Aldo è un grande amico. – disse Gaetano – Durante la guerra è stato prima repubblichino, poi gappista. Dopo le atrocità alle quali assistette non riusciva più a dormire, così a liberazione avvenuta è diventato guardia notturna. La vita è proprio storta, anche se nessuno sa mai che piega prenderà. Forse è quello che è successo anche a me, altrimenti perché avrei detto di sì al comandante Balsimelli quando mi chiese di aiutarlo? Sul momento non volevo entrarci nella faccenda di far fuggire la sorella del dottor Bogliasco in Africa, non volevo compromettermi. Non so cosa fu a farmi cambiare idea, forse il fatto che ci fosse di mezzo una ragazza. -
Gaetano fece di nuovo una pausa.
- Sì, devo essere sincero, la figura della ragazza fu determinante. Smisi di farmi domande e dissi al comandante che poteva contare su di me. -
Era ormai trascorsa la mezzanotte e le bottiglie di birra sul tavolo e nell'immediato perimetro delle nostre sedie davano l'idea di una partita a bowling immaginaria, coi birilli distribuiti nello spazio circostante da uno strike tridimensionale, immagine che rappresentava bene lo stato di frammentazione della storia che si stava ricomponendo davanti a me, divisa tra i ricordi di Gaetano e le tracce lasciate da Annibale sul diario di bordo che avevo letto.
Il macchinista del Franceschiello si alzò dirigendosi a passi lenti verso il bar. Avendo capito le sue intenzioni, Nivaldo si fregò le mani.
- Arriva il rum – mormorò.
Slatan sbarazzò il tavolino trasferendo i vuoti di birra nelle cassette di legno che si trovavano alle sue spalle. Tornato a sedersi, lo slavo non mancò di passare uno straccio sulla superficie del tavolo. La bottiglia che venne posta al suo centro meritava quelle attenzioni, perchè la straordinarietà del suo contenuto era il complemento scelto da Gaetano per accompagnare l'avventura altrettanto straordinaria che stava raccontando. Quel rum veniva dai caraibi e aveva una figura femminile sull'etichetta. Cherchez la femme, mi venne da pensare. La regia di Gaetano non poteva essere più accorta.
Il liquore antillano doveva aver seguito un percorso non molto legale per scendere dal mercantile che l'aveva trasportato a Genova e arrivare nella latteria dove si trovava ora, ma nessuno di noi lo considerò un problema. Gaetano versò il rhum nei bicchieri che erano bassi e di diametro largo. L'aroma che si sprigionò nell'aria lo ricordo ancora.

 

liquore antillano

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PREFAZIONE
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