ACQUA DOLCE ALLE ISOLE

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

Creative Commons License Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons .


Capitolo 24

Dopo un viaggio di ventiquattro ore, Greta Bogliasco smontò dal treno e si avviò lungo l'affollata banchina della stazione ferroviaria di Palermo. Dalle vetture di terza classe come la sua stava scendendo una moltitudine di viaggiatori che recavano fagotti pieni di ogni cosa, bagagli di gente in arrivo nella grande città siciliana.
Greta scansò un carretto carico di valigie che veniva spinto da due bambini lungo la banchina e si diresse verso l'uscita. Il suo bagaglio era meno ingombrante di quelli dei suoi compagni di viaggio, nella piccola borsa che portava a tracolla la fanciulla torinese aveva stipato colori, carboncini e pennelli di martora, le sole cose che stessero a cuore a una pittrice devota come lei. Fuori dalla stazione la ragazza si guardò intorno, sapeva che qualcuno la stava aspettando.
Annibale non tardò a identificarla, i calzoni alla zuava e il basco nero che Greta indossava non erano comuni tra le isolane. Se anche Pino non gli avesse descritto dettagliatamente l'abbigliamento della sorella, il comandante l'avrebbe riconosciuta per la distanza siderale tra il suo aspetto e quello delle altre altre donne presenti davanti alla stazione di Palermo.
- Sono l'amico di Pino, suo fratello mi ha chiesto di venirla a prendere - disse quando l'ebbe raggiunta – un'automobile ci aspetta qui vicino. -
Piccola, nervosa, la faccia un po' volpina, Greta avrebbe potuto ottenere il ruolo di maschietta in uno dei film di successo in quegli anni. La sua non era una posa quanto un naturale modo di essere che la rendeva attraente, ma le procurava più problemi che altro: giovanotti che la corteggiavano, ma nessuno col quale parlare di pittura. Qualche volta Greta aveva provato a convertire uno dei suoi corteggiatori alla passione per la pittura, ma senza grandi risultati. Quando lei cominciava a entrare in argomento (le piaceva partire dal nero, il colore più difficile) i ragazzi se la davano a gambe. Uno resistette fino al verde (il colore preferito da Greta) ma di fronte alla suddivisione che ne fece in molteplici categorie, anche quel corteggiatore, più tenace degli altri, perse coraggio e sparì. Greta di quelle disavventure non si dispiaceva, naufragata la relazione, si gettava a dipingere col cuore più leggero, felice di non dover sprecare il proprio tempo in balli o al cinematografo.
Quando si trovò di fronte il comandante Balsimelli, Greta gli diede un'occhiata di sfuggita, giusto per capire di che colore avesse gli occhi. Castani, stabilì, con qualche sceziatura ocra qua e là e una sfumatura di verde, ma appena percettibile. In macchina stettero zitti per tutto il percorso che li conduceva al porto, a parte il grazie per ciò che il comandante stava facendo: era una ragazza di buone maniere, Greta. L'ultima parte del tragitto li colse ai primi bagliori dell'alba su un gozzo condotto da un pescatore fino al molo dov'era ormeggiato il Franceschiello e fu nel tragitto marino che, alla luce del sole, toccò al comandante osservare il volto della ragazza: gli occhi verde mare più luminosi che Annibale avesse mai visto. Gaetano li stava aspettando e quando le presentazioni furono fatte, il macchinista accompagnò l'ospite nella cabina che le era stata assegnata.
Appena coricata, Greta dormì come non le accadeva da tempo, la stanchezza del viaggio e il lieve dondolio della nave la fecero cadere in un sonno così profondo che la ragazza non si svegliò nemmeno per il trambusto provocato dalla  partenza. Il Franceschiello si trovava già in mare aperto quando Gaetano scese ad annunciarle che la colazione era pronta e che la nave era in rotta per Lipari. Il secondo dovette bussare ripetutamente alla porta della cabina dove Greta riposava perché lei si svegliasse completamente. Nella plancia di comando, dove era stato allestito un piccolo buffet con caffè e pasticcini, la sorella di Pino fu salutata da tutto l'equipaggio.
- Benvenuta tra noi – disse Annibale – tra qualche ora saremo a Lipari. -
- Buongiorno, signorina, mi chiamo Tancredi - sussurrò il ragazzo con un filo di voce - ben arrivata in Sicilia. -
Il saluto di Donato fu un bell'inchino seguito da un battere di mani e da un riso che gli allargò la bocca muta.
Quando toccò a Gaetano fare gli onori all'ospite, tutti aspettavano dal secondo ufficiale un saluto speciale, qualcosa che giustificasse la rimessa a nuovo dei baffi e della barba  eseguita nel salone più caro di Palermo. Il macchinista invece non solo non riuscì ad aprire bocca, ma nel servire il caffè alla nuova arrivata se lo rovesciò sui pantaloni bianchi che aveva indossato per l'occasione. Del suo impaccio si accorsero tutti e anche il piroscafo sottolineò il proprio stupore scalciando sull'onda che stava traversando.

 

Greta Bogliasco

Scarica il romanzo completo in formato ".epub" .

PREFAZIONE
L'ENIGMA DEL RITRATTO
CAPITOLO 1
CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33


Scarica il romanzo completo in formato ".epub" .