ACQUA DOLCE ALLE ISOLE

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

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Capitolo 32

Dopo aver conosciuto Greta mi convinsi che l'avventura tra Annibale e la promessa sposa del suo macchinista, per l'intensità che ebbe, ben testimoniata dal ricordo che la donna ne conservava dopo più di quarant'anni, avesse rappresentato anche per Annibale un evento difficile da scordare.
Tuttavia per quanto io abbia letto e riletto il libro di bordo del 1934,  non vi ho trovato nessun accenno alla giornata che i due trascorsero insieme nell'albergo tunisino, se non la citazione ariostesca che nomina Tunisi, citazione che Annibale prese dal canto trentatreesimo dell'Orlando Furioso. Il canto si apre con un elenco dei grandi pittori dell'antichità e questo mi ha fatto pensare che il comandante abbia voluto esaltare la vicenda del ritratto eseguito da Greta, ma che dell'episodio amoroso non abbia voluto lasciare traccia. Annibale aveva una concezione tutta sua dell'amore, non parlava spesso delle proprie vicende sentimentali e quando lo faceva si teneva sempre lontano da ogni compiacimento. Non lo udii mai svilire con giudizi superficiali le relazioni che intrattenne, anche nel caso di amori mercenari che pure egli visse, né indulgere nelle rievocazioni esibizionistiche che troppo spesso caratterizzano i racconti maschili sull'amore. Se dovessi definire il suo modo di rapportarsi col genere femminile direi che il comandante fu devoto alle donne in maniera solitaria e silenziosa. Sui diari di bordo raramente scrisse di loro, con l'eccezione di Isoline che gli fu, benchè a distanza, compagna per molti anni e che egli nomina in più di un'occasione. Sono certo che l'amore per Greta, racchiuso nel pomeriggio tunisino, abbia avuto nella considerazione e nel ricordo del comandante lo stesso riconoscimento di altri amori che occuparono la sua vita più a lungo, e non è escluso che un giorno, da una delle pagine non ancora esplorate dei suoi diari, salti fuori una frase che renda giustizia a quell'amore, al di là della testimonianza di Greta e di quella imperscrutabile del quadro. Perchè vi sono amori  che sbocciano su picchi remoti dell'esistenza, rocce inaccessibili tra le quali come fiori rari quegli amori rimangono senza che nessuno li possa coltivare, se non nel ricordo.
Tra le molte vicissitudini della lunga e avventurosa vita di Annibale Balsimelli la spedizione a Tunisi del 1934 rimane senza dubbio la più incognita. Fu lui stesso a occultarla tra le pagine dei trasferimenti a Lipari e lì è rimasta fino a quando Gaetano non la riportò in luce per me col suo racconto, e Greta non ne svelò il particolare più bello. Ma forse il significato profondo di ciò che accadde nella quiete del ridosso africano tra la giovane pittrice e il capitano di lungo corso rimarrà per sempre racchiuso nel ritratto che ella eseguì, nella cui intatta silenziosità continuano a vivere le segrete suggestioni che accesero i loro cuori.

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PREFAZIONE
L'ENIGMA DEL RITRATTO
CAPITOLO 1
CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33


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