LA CROCIERA

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

Capitolo 6


Annibale alzò la testa dal tavolo da carteggio e rimase in ascolto. I passi leggeri che si muovevano sul ponte si arrestarono di fronte al tambugio, poi qualcuno bussò con molta discrezione. Il comandante si alzò e scese in cambusa a prendere la bottiglia di Chablis che aveva acquistato in previsione di quella visita, poi risalito in cabina aprì la serratura.
Appena entrata, Isoline si gettò tra le sue braccia. Quando si staccarono, il comandante Balsimelli aprì la bottiglia e versò il vino nei bicchieri.
Annibale alzò la testa...
La ragazza invece di bere lo fissò seria.
- Perché non mi hai scritto che saresti arrivato?
- Ho pensato che non ce ne fosse bisogno, dal tuo negozio si vede la darsena.
- E tu pensi che io controlli le barche una per una, vero comandante?
- Di yawl non ce ne sono molti, e di yawl italiani nemmeno uno.
- Ti adoro marinaio, ma bada a te…una volta o l’altra Penelope smetterà di aspettare Ulisse.
Annibale le passò un braccio intorno ai fianchi e la strinse. Avevano superato il limite di resistenza alla privazione l'uno dell'altra ed ora si abbracciavano pieni di desiderio.
- Ho chiuso la camiceria e ho dato dieci giorni di ferie alle ragazze. Per la prossima settimana non prendere impegni, Annibale, non ho intenzione di dividerti con nessuno.
Cleo e Danielle, le sue lavoranti, già da un pezzo si auguravano che il comandante tornasse. L'umore di Isoline non era mai stato tanto basso e nessuno lo sapeva meglio delle piccole apprendiste che subivano ogni giorno i suoi malumori. Annibale mancava da Marsiglia da molti mesi e l'ultima lettera per la camiciaia era giunta a Natale. Cleo e Danielle non ci speravano più nell'arrivo dell'italiano, poi il due alberi era giunto in porto e la sartoria era tornata in festa.
- Vedo che ti sei tagliata i capelli.
- È la moda, adesso vanno così. Dimmi di te, quanto ti fermerai?
Dopo avergli rivolto la domanda Isoline lo fissò con lo sguardo di un commissario di polizia che interroga un sospettato, gli occhi fermi su quelli del comandante per un istante lunghissimo. Annibale comprese che la notizia del viaggio in Spagna doveva essere arrivata alle sue orecchie.Isoline
- Il barone è partito per Montecarlo dove rimarrà fino alla fine di settembre, ma in questi giorni è sorto un problema... credo che dovrò trasferire la barca in un altro porto.
- Vuoi dire che stai per ripartire?
- Non fare quella faccia Isoline, non c'è niente di sicuro. In ogni caso per questa settimana non mi muoverò da Marsiglia.
- Sono proprio una donna fortunata. Dopo un'eternità che non vedo il mio uomo, potrò stare con lui quasi una settimana!
- Accidenti a quando ho deciso di parlartene!
- Non era necessario, lo sapevo già.
- Allora perché me lo hai chiesto?
- Volevo capire quanto sei sincero con me.
- Ti ha soddisfatto la risposta?
- Nemmeno un po', comandante Balsimelli. Cosa ti fa pensare che io ti lasci partire?
- Non sarebbe meglio parlarne un'altra volta?
- La verità è che ti amo troppo Annibale, e tu ne approfitti. Se non avessi questa stupida testa ti avrei già lasciato!
- Se non vuoi che vada, non partirò.
- Sei il marinaio più bugiardo del Mediterraneo, ma ti adoro lo stesso. Ora smettiamola con questa discussione.
Era davvero troppo grande la sua voglia di stare con lui per perdere tempo. Preso Annibale per mano, entrarono nella grande cabina.
Quando risalirono in coperta si era fatto buio e i fanali dell’illuminazione pubblica punteggiavano la darsena di fioche luci. Dalla prua dove si trovava seduto, Abdul Mahfuz li vide imboccare la passerella che collegava il Delfino al molo e gli parve di assistere alla partenza delle carovane che portano mercanzie nel cuore del deserto. Il comandante Balsimelli ondeggiava come un dromedario carico di sale e Isoline gli si teneva stretta come il cammelliere che si avvia a una lunga traversata. Abdul sorrise e continuò a fumare seduto sotto l'albero di maestra. Da quella posizione sentì anche una parte dei loro discorsi.
- Che succede in Italia?
- Che vuoi che succeda, c'è la solita miseria.
- E il grande Mussolini cosa fa?
- È un pezzo di miseria anche lui, il grande Benito. Adesso non ci sono più morti ammazzati per le strade come qualche anno fa, ma devi stare attento a quello che dici se non vuoi finire al fresco. Per fortuna io sono sempre in mare, se avessi un lavoro a terra sarei in galera da tempo.
- Perché Annibale? Cosa c'è a terra che non ti piace?
- A terra parlerei e tutti saprebbero come la penso. In mare dialogo col vento e con le onde, i soli interlocutori di cui mi fido, in pratica parlo con me stesso. A volte la vita costringe gli uomini al silenzio, Isoline. Ma preferisco tacere che belare come fanno i miei connazionali. E poi ci sei tu che mi capisci, e a me basta.
- Io ti amo, Annibale, è diverso. Quanto a capirti, spero che sia così, ma non ne sono sempre sicura.
Continuarono a camminare tenendosi per mano, e intanto si parlavano di mille argomenti senza concluderne nessuno. Ma era il piacere reciproco di udire la voce dell'altro farli continuare, perchè la voce di chi si ama racchiude molto più di ciò che le parole esprimono.


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LA CROCIERA - Prefazione
LA CROCIERA - Cap. 1
LA CROCIERA - Cap. 2
LA CROCIERA - Cap. 3
LA CROCIERA - Cap. 4
LA CROCIERA - Cap. 5
LA CROCIERA - Cap. 6
LA CROCIERA - Cap. 7
LA CROCIERA - Cap. 8
LA CROCIERA - Cap. 9
LA CROCIERA - Cap. 10
LA CROCIERA - Cap. 11
LA CROCIERA - Cap. 12
LA CROCIERA - Cap. 13
LA CROCIERA - Cap. 14
LA CROCIERA - Cap. 15
LA CROCIERA - Cap. 16
LA CROCIERA - Cap. 17
LA CROCIERA - Cap. 18
LA CROCIERA - Cap. 19
LA CROCIERA - Cap. 20
LA CROCIERA - Cap. 21
LA CROCIERA - Cap. 22
LA CROCIERA - Cap. 23
LA CROCIERA - Cap. 24
LA CROCIERA - Cap. 25
LA CROCIERA - Cap. 26
LA CROCIERA - Cap. 27
LA CROCIERA - Cap. 28
LA CROCIERA - Cap. 29
LA CROCIERA - Cap. 30
LA CROCIERA - Cap. 31
LA CROCIERA - Cap. 32
LA CROCIERA - Cap. 33

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