LA CROCIERA

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

Capitolo 20


Nell’angolo più nascosto del porto i ragazzi si servivano degli scafi ormeggiati per pescare. Ci salivano sopra quando nessuno li osservava per calare le lenze tra le imbarcazioni dove frotte di grossi merluzzi giravano alla ricerca di cibo e tutti i giorni rincasavano con le reticelle piene. ...i ragazzi pescavano...Era una banda ben organizzata, se qualcuno si avvicinava alle loro postazioni, il primo ad accorgersene faceva un fischio per avvertire gli altri, così che i proprietari delle barche non li scoprissero. Quel giorno qualcosa andò storto e quando Pietro giunse dove era ormeggiata la barca di Dimitriadis, trovò tre marmocchi che pescavano. Il vecchio fece gli occhi cattivi e i monelli schizzarono via come gatti.
Saliti a bordo, Pietro e Annibale percorsero il ponte della goletta per tutta la sua lunghezza. Come diceva il nome, le linee del Canard facevano pensare a un’anatra che nuota. La forma era quella di un piccolo rimorchiatore, con la prua verticale e la poppa tonda e bassa. Le lamiere dello scafo, che in passato dovevano essere state di un bel nero lucente, ora apparivano striate di ruggine.
- Una mano di vernice le farebbe un gran bene. - disse Pietro. Annibale passò dietro alla ruota del timone e provò la resistenza del comando.
- Non avremo il tempo di riverniciarla, signor Teodori – rispose – cambieremo le manovre più importanti, drizze e scotte. Il resto mi sembra in buone condizioni.
Annibale sorrise soddisfatto, il Canard gli piaceva. Non era una barca slanciata, niente a che vedere col Delfino, ma aveva carattere. L'armatura aurica le dava un senso di forza tranquilla alla quale il lungo bompresso aggiungeva una nota gagliarda. Si trattava di un'imbarcazione lenta, ma molto sicura. Annibale si ricordò di averne vista una simile a Palermo, una goletta tedesca capitata lì e acquistata da una famiglia di commercianti per il trasporto di sabbia e ghiaia.
Canard
- A prua sono state ricavate cinque cabine, mentre a poppa è rimasta una grande stiva da carico – aggiunse Pietro – tre mesi fa ci hanno caricato un circo equestre, elefanti compresi. A dire il vero si trattava di due elefantini, ma c’erano anche quattro pony e una decina di cani, oltre al tendone e alle altre attrezzature.
Per completare l'ispezione, Annibale entrò nella stiva che si apriva davanti al timone. Quando fu sotto coperta, alzò il paiolato in diversi punti per controllare le condizioni del fondo e con un badile che si trovava appoggiato alla parete diede qualche colpo alla lamiera. Passò avanti e rifece l'operazione. Lo scafo era a posto. Allora proseguì verso prua lungo il corridoio che collegava la stiva con le cabine prodiere. Queste erano cinque, una grande con un letto doppio, le altre dotate di letti a castello disposti due a due.
- Ci siamo, su questa barca, oltre a una stiva capace, c’è un letto per ognuno di noi - concluse - il viaggio in Spagna si può fare.


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LA CROCIERA - Prefazione
LA CROCIERA - Cap. 1
LA CROCIERA - Cap. 2
LA CROCIERA - Cap. 3
LA CROCIERA - Cap. 4
LA CROCIERA - Cap. 5
LA CROCIERA - Cap. 6
LA CROCIERA - Cap. 7
LA CROCIERA - Cap. 8
LA CROCIERA - Cap. 9
LA CROCIERA - Cap. 10
LA CROCIERA - Cap. 11
LA CROCIERA - Cap. 12
LA CROCIERA - Cap. 13
LA CROCIERA - Cap. 14
LA CROCIERA - Cap. 15
LA CROCIERA - Cap. 16
LA CROCIERA - Cap. 17
LA CROCIERA - Cap. 18
LA CROCIERA - Cap. 19
LA CROCIERA - Cap. 20
LA CROCIERA - Cap. 21
LA CROCIERA - Cap. 22
LA CROCIERA - Cap. 23
LA CROCIERA - Cap. 24
LA CROCIERA - Cap. 25
LA CROCIERA - Cap. 26
LA CROCIERA - Cap. 27
LA CROCIERA - Cap. 28
LA CROCIERA - Cap. 29
LA CROCIERA - Cap. 30
LA CROCIERA - Cap. 31
LA CROCIERA - Cap. 32
LA CROCIERA - Cap. 33

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