LA CROCIERA

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

Capitolo 23


Il comandante rimase al timone tutta la notte. Quando albeggiò, l’egiziano uscì fuori per sostituirlo, ma Annibale lo rimandò in branda.
- Rimango io Abdul, torna pure di sotto.
Tanto non sarebbe riuscito a dormire, il colloquio avuto con Romolo la sera precedente continuava a farlo pensare, così rimase al timone fino alle undici. Fu Isoline a portarlo via, la ragazza dopo aver praparato il caffè salì in coperta a chiamarlo. Quando lo raggiunse al timone, accanto a lui c’era Pietro che parlava della guerra con toni da visionario.
- Questo è solo il primo viaggio, perbacco! Continueremo a portare fucili e munizioni a getto continuo!
Pietro si fregò le mani. Annibale non l'aveva mai sentito parlare in quel modo.
- E se vincono loro?
Il proprietario del Grand Milan sembrò frastornato dalla domanda.
- Ma lei da che parte sta? Fa il tifo per i fascisti?
Annibale non avrebbe voluto rispondere, ma non riuscì a tacere.
- Chi le ha detto che le guerre le vince sempre chi ha ragione?
- La colazione del comandante è pronta.
Isoline si avvicinò e Annibale fu costretto a interrompere la discussione. Abdul prese il timone ed egli scese sottocoperta col viso corrucciato.
- Che hai - gli chiese Isoline - litighi col vecchio Pietro?
- Che ha lui, vorrai dire. Da pecora che era, sembra diventato un leone.
Dopo aver mangiato, Annibale si coricò e cadde in un sonno pesante. Si svegliò che era buio. Il Canard navigava in mare aperto, lontano ormai dalla costa. Secondo le indicazioni ricevute, l'egiziano teneva la prua puntata a sud. Nel pomeriggio avvistarono la sagoma di una imbarcazione militare, forse una fregata italiana, che puntava verso di loro, ma dopo aver accertato che la goletta navigava verso sud virò e si allontanò velocemente fino a scomparire. Alle dieci di sera Annibale si pose di nuovo al timone. Il vento soffiava debolmente da nord e il comandante Balsimelli approfittò dell'aria ferma prodotta dall'andatura in poppa per accendere la pipa. Venne raggiunto da Ferruccio.
- Se tutto procede bene, tra non molto dovremmo trovarci sul traverso di Cap Creus - disse Annibale - il punto dal quale fare rotta sulla Catalogna.
Ferruccio assentì.
- C'è una cosa che volevo chiederti, Ferruccio. Cosa ci fa Romolo su questa barca? Per portare un centinaio di fucili non bastavamo noi?
- Romolo fa parte dell'organizzazione che si occupa delle armi, entrambi siamo stati convocati dal nostro comando per ricevere un nuovo incarico.
Nelle parole di Ferruccio si coglieva una certa reticenza e Annibale non ritenne di dover ribattere nulla, in fondo non erano affari suoi. Fu certo però che tra i due fosse sorto qualche problema, qualcosa che il cameriere voleva tenere per sé. La guerra era un affare maledetto, pensò, un affare che rendeva tutti sospettosi, anche gli amici più fidati. La notte coprì di stelle scintillanti quei dolorosi pensieri.
Nave militare


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LA CROCIERA - Prefazione
LA CROCIERA - Cap. 1
LA CROCIERA - Cap. 2
LA CROCIERA - Cap. 3
LA CROCIERA - Cap. 4
LA CROCIERA - Cap. 5
LA CROCIERA - Cap. 6
LA CROCIERA - Cap. 7
LA CROCIERA - Cap. 8
LA CROCIERA - Cap. 9
LA CROCIERA - Cap. 10
LA CROCIERA - Cap. 11
LA CROCIERA - Cap. 12
LA CROCIERA - Cap. 13
LA CROCIERA - Cap. 14
LA CROCIERA - Cap. 15
LA CROCIERA - Cap. 16
LA CROCIERA - Cap. 17
LA CROCIERA - Cap. 18
LA CROCIERA - Cap. 19
LA CROCIERA - Cap. 20
LA CROCIERA - Cap. 21
LA CROCIERA - Cap. 22
LA CROCIERA - Cap. 23
LA CROCIERA - Cap. 24
LA CROCIERA - Cap. 25
LA CROCIERA - Cap. 26
LA CROCIERA - Cap. 27
LA CROCIERA - Cap. 28
LA CROCIERA - Cap. 29
LA CROCIERA - Cap. 30
LA CROCIERA - Cap. 31
LA CROCIERA - Cap. 32
LA CROCIERA - Cap. 33

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