LA CROCIERA

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

Capitolo 28


La sera avanzava e gli abitanti del villaggio rientravano nelle piccole case. Sceso dalla barca, il comandante Balsimelli percorse il molo fino alla palazzina della gendarmeria, la stessa dalla quale aveva visto uscire la mesta processione che accompagnava il prigioniero. Giunto sulla soglia, Annibale entrò e si avvicinò al piantone di servizio. L’uomo faceva parte del gruppo che si era occupato di scaricare le armi dal Canard.
- Che posso fare per lei, comandante Balsimelli?
- Sto cercando Ferruccio, uno dei miei passeggeri.
- Vuol dire il tenente D’Urso?
- Non sapevo che fosse un tenente, ma è lo stesso. Voglio parlare con lui. Sa dirmi dove si trova?
Tenente d Urso- E’ dentro quell’ufficio - col dito indicò una porta chiusa - vuole che lo chiami?
Annibale lo superò e aprì la porta. Il gendarme fece per seguirlo, ma da dentro si udì la voce di Ferruccio.
- Lascialo passare, Manolo.
La stanza era molto grande, un vecchio magazzino per la concia del pesce. I muri esalavano un odore salmastro, ma spento e depurato di ogni sentore vitale. In alto, immediatamente sotto il tetto, una fila di finestrelle utilizzate in passato per l'essicazione, correva sulle parete più lunga, inondando l’ambiente di una liquefatta luminosità marina. Ferruccio si trovava in fondo al locale, intento a usare una monumentale macchina da scrivere.
- Un minuto e sono da te, Annibale.
Il suono della voce di Ferruccio non era quello che Annibale conosceva, le sue parole ora possedevano il registro dell’autorità, un registro che al comandante Balsimelli non riusciva a piacere. Fuori, la luce del giorno si spegneva lentamente, dalle feritoie ne entrava sempre meno, ma in alto perdurava il turchino del cielo attraversato dalle frecce dei rondoni in volo.
- Così domani lo fucilate?
Annibale teneva le braccia diritte lungo i fianchi mentre parlava, dalla strada giunse uno schiamazzo di bambini che giocavano.
- Non è il primo, e non sarà l’ultimo ad essere fucilato – disse Ferruccio continuando a battere sui tasti - è una guerra, e in guerra le regole sono molto dure.
Annibale non riusciva a credere alle proprie orecchie.
- La Bugatti si può rivendere, se si tratta di questo.
- Vedo che sei informato, dunque con te voglio essere franco: l’acquisto dell’auto è l’ultimo dei problemi. Ti dirò che quella Bugatti piaceva anche a me, ma l'auto non c’entra. Oltretutto è già stata rivenduta.
- Che altro ha commesso quel disgraziato?
- Dopo essersi fatto corrompere, ha fatto arrivare al fronte armi che non funzionavano. Una cosa che non possiamo tollerare.
- Io credevo di aver aiutato il governo repubblicano a combattere i franchisti, se avessi saputo che il viaggio serviva a consegnare un condannato al boia, non l’avrei compiuto.
- Non vuoi capire, Annibale. Romolo è un traditore.
- Dove si trova ora?
- È detenuto in attesa dell’esecuzione.
- Non ci avete messo molto tempo a condannarlo a morte.
- E' vero, ma la Spagna è un paese in guerra, te ne sei accorto? Qui il tempo è una merce troppo cara per sprecarlo in lungaggini giudiziarie.
- Credevo che quella che combatti fosse una guerra contro l’ingiustizia.
- E cosa c’è di ingiusto nel fucilare un traditore?
- E’ solo un ragazzo. Se uccidete i giovani, dove finirete?
Ferruccio smise di scrivere e gli rivolse uno sguardo stanco.
- Perché non vieni tu al mio posto? Credi sia facile combattere contro questi nemici?
- Se il costo da pagare è diventare come loro, io diserterei.
- Facile per te che trascorri il tempo sullo yacth del barone!
- Vuoi un imbarco? Sono disposto a ingaggiarti subito. Porta qui Romolo e andiamecene tutti da questo incubo!
- La nostra conversazione è durata anche troppo, Annibale, ti saluto. Grazie per ciò che hai fatto. Parti quando vuoi, io rimango qui.
Annibale avrebbe voluto continuare, forse il cuore di Ferruccio non era così duro, pensò, forse poteva tornare sulla decisione presa. Ma l'espressione negli occhi del tenente D'Urso era fredda come la penombra di un baratro roccioso.
- Posso almeno fagli visita?
- Non sarebbe regolare, ma per te farò una eccezione. Ti porterò io stesso alla prigione.


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LA CROCIERA - Prefazione
LA CROCIERA - Cap. 1
LA CROCIERA - Cap. 2
LA CROCIERA - Cap. 3
LA CROCIERA - Cap. 4
LA CROCIERA - Cap. 5
LA CROCIERA - Cap. 6
LA CROCIERA - Cap. 7
LA CROCIERA - Cap. 8
LA CROCIERA - Cap. 9
LA CROCIERA - Cap. 10
LA CROCIERA - Cap. 11
LA CROCIERA - Cap. 12
LA CROCIERA - Cap. 13
LA CROCIERA - Cap. 14
LA CROCIERA - Cap. 15
LA CROCIERA - Cap. 16
LA CROCIERA - Cap. 17
LA CROCIERA - Cap. 18
LA CROCIERA - Cap. 19
LA CROCIERA - Cap. 20
LA CROCIERA - Cap. 21
LA CROCIERA - Cap. 22
LA CROCIERA - Cap. 23
LA CROCIERA - Cap. 24
LA CROCIERA - Cap. 25
LA CROCIERA - Cap. 26
LA CROCIERA - Cap. 27
LA CROCIERA - Cap. 28
LA CROCIERA - Cap. 29
LA CROCIERA - Cap. 30
LA CROCIERA - Cap. 31
LA CROCIERA - Cap. 32
LA CROCIERA - Cap. 33

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