LA CROCIERA

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

Capitolo 32


- Sapevo che sarebbe successo.
Pronunciate queste parole Mercedes emise un lungo sospiro. Seduta accanto ad Annibale, la giovane spagnola aveva il volto segnato dal dolore. Era da poco trascorsa la mezzanotte e il Canard navigava verso nord est spinto da un maestralino che non prometteva niente di buono.
Nella confusione che aveva fatto seguito all'attacco dell'apparecchio italiano, nessuno tra i militari presenti a Port de la Selva aveva ostacolato la partenza della goletta francese che ora, dopo una giornata di navigazione, si trovava una trentina di miglia a nord est di Cap Creus. Il comandante Balsimelli aveva deciso di allontanarsi dalla costa lungo la quale era possibile che un altro caccia italiano li attaccasse. Egli contava di ripiegare in direzione di Marsiglia quando il Canard si fosse trovato al centro del golfo del Leone.
- Un mese fa qualcuno mi lesse le carte - proseguì Mercedes - stava scritto nel mio destino che sarei rimasta di nuovo sola.
Annibale aveva da poco sostituito Abdul al timone. Prima di congedarlo aveva chiesto all'egiziano di ridurre la velatura. La barca ora navigava con la sola randa di maestra terzarolata e un fiocco di piccole dimensioni. L'andatura in poppa col vento che rinforzava a raffiche faceva sbandare l'imbarcazione che il comandante governava con rapidi colpi di timone. Prima di uscire in coperta Annibale aveva controllato il barometro: tutti i segni stavano ad indicare una burrasca in arrivo.
Mercedes parlava di sé e di Ferruccio, rivolgendosi ad Annibale che l'ascoltava in silenzio. Sul ponte della goletta erano rimasti loro due, il resto della compagnia si era ritirato nelle cabine. Le onde continuavano ad aumentare e una più forte delle altre alzò un frangente che spazzò il ponte.
- Ho fatto di tutto per convincere Ferruccio a tornare a Marsiglia, ma il ballo di morte nel quale è preso non lo lascia più andare. Morirà come gli altri, tutti moriranno in questa guerra.
Tacque e si girò a guardare il mare appoggiata alla battagliola. Intorno alla barca lunghe strie biancheggiavano nella notte resa luminosa dalla burrasca incombente. Solo il rompere delle onde veniva di tanto in tanto a sopraffare il sibilo ininterrotto del vento. Mercedes raccontò dell'incontro con Ferruccio a Barcellona e di quando, appresa la decisione di lei di raggiungere Marsiglia, Ferruccio l'avesse seguita.
- Pensai che fosse venuto per stare con me, ma ben presto capii che il motivo del suo trasferimento in Francia era organizzare la fornitura di armi per la Repubblica. Uccidere nemici, ecco la sola passione che lo anima.
Da ultimo Mercedes parlò della madre il cui ricordo la fece piangere. Fu allora che, con un gesto inaspettato, scavalcò la battagliola e si lanciò tra i flutti.
Mercedes si gettta in mare
Ripresosi dallo sgomento, Annibale diresse l'imbarcazione contro vento per arrestarne l'andatura chiamando aiuto a gran voce. A quelle grida Abdul uscì in coperta e resosi conto di ciò che era avvenuto, alò velocemente la scialuppa. Nel frattempo erano usciti all'aperto anche gli altri. Nell'acqua sempre più in movimento, l'egiziano remò a lungo a poppa del Canard, prima di ripescare Mercedes. Ciò che salvò la ragazza fu la sua gonna, un indumento tradizionale catalano composto dalla sovrapposizione di molti teli. Nel delirio che l'aveva presa dopo il distacco da Ferruccio, Mercedes aveva deciso di porre fine alla propria vita indossando quel rustico abito da sposa, ma l'aria racchiusa tra gli strati di stoffa aveva vanificato il suo proposito suicida. Quando l'egiziano la riportò a bordo della goletta, Mercedes era semisvenuta. Annalisa e Isoline si occuparono di lei, la condussero in cabina e rimasero con essa fino a quando si addormentò.
Abdul recupera Mercedes
Quando tutti furono scesi sotto coperta, fuori rimasero Annibale e l'egiziano. Il mare appariva meno agitato, il maestrale calava, la burrasca doveva aver indirizzato la propria forza da qualche altra parte. In lontananza un fulmine illuminò un banco di nubi. Abdul si arrotolò una sigaretta.


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LA CROCIERA - Prefazione
LA CROCIERA - Cap. 1
LA CROCIERA - Cap. 2
LA CROCIERA - Cap. 3
LA CROCIERA - Cap. 4
LA CROCIERA - Cap. 5
LA CROCIERA - Cap. 6
LA CROCIERA - Cap. 7
LA CROCIERA - Cap. 8
LA CROCIERA - Cap. 9
LA CROCIERA - Cap. 10
LA CROCIERA - Cap. 11
LA CROCIERA - Cap. 12
LA CROCIERA - Cap. 13
LA CROCIERA - Cap. 14
LA CROCIERA - Cap. 15
LA CROCIERA - Cap. 16
LA CROCIERA - Cap. 17
LA CROCIERA - Cap. 18
LA CROCIERA - Cap. 19
LA CROCIERA - Cap. 20
LA CROCIERA - Cap. 21
LA CROCIERA - Cap. 22
LA CROCIERA - Cap. 23
LA CROCIERA - Cap. 24
LA CROCIERA - Cap. 25
LA CROCIERA - Cap. 26
LA CROCIERA - Cap. 27
LA CROCIERA - Cap. 28
LA CROCIERA - Cap. 29
LA CROCIERA - Cap. 30
LA CROCIERA - Cap. 31
LA CROCIERA - Cap. 32
LA CROCIERA - Cap. 33

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