LOOGBOOK

 Giovanni Zanzani

Giornale di bordo dello yawl Rampante
Comandante Annibale Balsimelli
Anno 1939
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23 luglio 1939



23 luglio 1939
La notte è trascorsa tranquillamente, questa mattina Turi ha accompagnato i ragazzi e la governante a visitare il paesino. Rimasto da solo con Therese ho deciso di parlare con lei per assicurarle la mia solidarietà.
- Signora, credo di aver capito di quale odiosa persecuzione sia vittima insieme ai suoi figli. Ebbene sappia che ha fronte un alleato sul quale può contare incondizionatamente.
Therese mi ha guardato come se faticasse a comprendere ciò che avevo detto, poi è scoppiata in lacrime. Più tardi, quando si è ripresa dalla commozione che le mie parole avevano prodotto su di lei mi ha fatto il racconto dettagliato delle sue peripezie. La storia, apparsa su tutti i giornali del mondo, è quella della tragica aggressione che nel mese di novembre dello scorso anno si è scatenata contro gli ebrei tedeschi da parte dei nazisti. Tra i cento e più morti che la mano assassina di quei criminali ha causato tra gli inermi cittadini vi è stato anche il marito di Therese, l'ingegner David Ruthmann, proprietario di una piccola ma rinomata fabbrica di sistemi ottici.
- Dunque lei non è la signora Treré?
Therese ha chinato il capo.
- Mi perdoni per quella bugia, ma quando avrà conosciuto i particolari della vicenda nella quale sono coinvolta, capirà cosa mi ha spinto a comportarmi così. Come certamente saprà, da anni noi ebrei tedeschi siamo oggetto di una feroce e dissennata ostilità da parte degli uomini del partito nazionalsocialista. Da quando le elezioni hanno portato al potere Adolf Hitler tutto ci viene tolto, beni, lavoro, diritti civili. In ogni modo si cerca di allontanarci dal territorio della Germania alla quale le nostre famiglie appartengono da molti secoli. Tutto ciò si è concretizzato nella carneficina dello scorso novembre, nel corso della quale vi furono oltre cento morti e distruzioni di ogni genere, badi bene, meticolosamente guidate dalle stesse forze dell’ordine su obiettivi appartenenti a cittadini tedeschi di religione ebraica. David venne ucciso nella notte tra il 9 e il 10 novembre, e il fatto accadde all’interno della fabbrica dove egli si era recato per salvare ciò che poteva dalla furia delle bande che scorrazzavano per il paese. A sparargli fu Friedrich Rieve, un losco personaggio che si è arricchito con la vendita di beni estorti agli israeliti in fuga dalla Germania. Quando David è morto sono stata presa dalla disperazione più nera. Mio marito era il nostro unico sostegno, senza di lui ho visto spalancarsi l'abisso sotto la nostra famiglia. È stato allora che mi sono rivolta al fedele amico di David, Arsenio Treré il quale ha organizzato questo viaggio per sottrarmi alla caccia spietata che Friedrich Rieve sta dandomi. È proprio vero che la malvagità è frutto della stupidità. Friedrich Rieve ha ucciso mio marito per impadronirsi dei suoi beni, ma quando si è scoperto che i brevetti più importanti di cui David era titolare, tra cui alcuni sofisticati sistemi di puntamento per l'artiglieria, erano scomparsi, il ministro della difesa ha ritenuto responsabile di ciò proprio lui, l’abietto Rieve, minacciandolo di gravi provvedimenti se non avesse recuperato le carte perdute. Da allora quel delinquente mi dà una caccia serrata pensando che io sia in possesso dei progetti di David.
- È così signora Ruthmann?
- Sì comandante Balsimelli, quei disegni appartenevano a David e il minimo che io possa fare per onorarne la memoria è di portarli lontani dalla Germania per farli giungere in quella parte del mondo ancora libera dalla infezione nazista dove forse potranno servire a combatterla. Io non temo di morire, comandante, dopo che quei vigliacchi hanno ucciso mio marito non mi resta nulla da difendere se non la vita dei miei figli e il nome dell'uomo che amavo. Sono molto dispiaciuta per il suo coinvolgimento in questa storia signor Balsimelli, ed ora che le ho raccontato ogni cosa scelga lei se continuare a tenerci a bordo o sbarcarci. Io accetterò la sua decisione qualunque essa sia.
Dopo aver pronunciato quelle parole Therese si è girata ed ha rivolto lo sguardo all’orizzonte. Quella donna dimostra grande coraggio, opporsi apertamente al governo nazista è una sfida più che temeraria, ma è l’unica cosa che le resta da fare dopo essere stata colpita da un'ingiustizia così grande. Per quello che mi riguarda ho deciso di aiutarla, è così odioso il crimine di cui essa è stata vittima che non riesco a rimanere indifferente.
- Non vedo nessun motivo di interrompere la crociera signora. Per me lei rimane la moglie del proprietario del Rampante. Piuttosto credo che si renda necessario qualche cambiamento di itinerario.
- Volesse il cielo che tutti gli uomini avessero la sua nobiltà d’animo, comandante Balsimelli. Riguardo il nostro itinerario, sono anch’io del parere che ci convenga mutare destinazione, temo che Rieve non si arrenda facilmente, non vorrei che ci tendesse un agguato lungo la rotta del Rampante che, se non erro, è stata comunicata alle autorità marittime italiane.
- Infatti è così, il Rampante era autorizzato a partire per la Grecia ed io stesso mi sono premurato di segnalare l'itinerario e i porti dove avremmo fatto scalo. A quest'ora Rieve potrebbe avere tra le mani tutto il nostro piano di viaggio. Le ricordo però che qui non siamo in Germania né in Italia. Se quel tanghero ha intenzione di fare qualcosa contro di lei dovrà vedersela, oltre che con questo equipaggio, con le autorità greche e in questo paese per fortuna Rieve non può contare sulle stesse complicità di cui gode a Roma.
- La prima cosa da fare , signor Balsimelli, è mettersi in contatto con Arsenio, lui ci dirà dove conviene dirigere. Dobbiamo inviare un telegramma, ho con me un indirizzo fermoposta a Marsiglia.
- È là che risiede il signor Treré?
- Questo rimane un mistero, comandante. Pensi che non lo conosco nemmeno di persona, ma mio marito che gli era molto legato aveva quell'indirizzo tra le sue carte, ed effettivamente il signor Treré ha risposto immediatamente al mio primo telegramma e da quel momento, attraverso altri telegrammi, ha pilotato la mia fuga fino a Reggio Calabria.
- Dunque quando la ricevetti a bordo dello yawl lei stava fuggendo?
E’ stato dopo questa domanda che ho visto Therese ridere per la seconda volta.
- Non avrà pensato che l'abito che indossavo fosse il mio vestito abituale, Annibale?
- Ecco una cosa che non ho avuto il coraggio di chiederle, quel vestito non era esattamente un capo da signora.
- Dica pure che era un vestito da puttana! Per farmi attraversare l'Italia di nascosto, Arsenio ha usato l'espediente di farmi passare per una di quelle signorine, e più di una volta ho dormito in un bordello. Il mestiere no, quello non l’ho dovuto praticare, ma c’è mancato poco. Non pensavo che nel paese dei preti ce ne fossero tanti di bordelli e non credevo che le bionde avessero tanto successo. Per fortuna quelle ragazze mi hanno sempre aiutata.
Il pram che si avvicinava al Rampante ha interrotto le confidenze dell'infelice Therese. Turi ha riportato a bordo i ragazzi e si è messo a preparare il pranzo. Adesso la barca ha tutte le apparenze di uno yacht in crociera, però non mi sento affatto tranquillo, se in questa storia c'è di mezzo il governo tedesco, non sarà così facile che i nostri inseguitori si rassegnino alla sconfitta. Conosco bene quelle canaglie e so di cosa sono capaci. Temo che prima o poi li incroceremo di nuovo.

Il prossimo capitolo verrà pubblicato lunedì 22 agosto 2011

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