LOOGBOOK

 Giovanni Zanzani

Giornale di bordo dello yawl Rampante
Comandante Annibale Balsimelli
Anno 1939
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Isola di Malta, 5 agosto 1939



5 agosto 1939 Isola di Malta
Abramo Salvi è un ebreo italiano che tiene l'osteria del porto di La Valletta indicataci dal signor Taylor, il "Mornig Star", un locale poco più grande di un fazzoletto da naso dove si vende vino, birra e si fa cucina. La sua specialità sono i fagioli alla messicana con la carne, un piatto che gli riesce bene, ma che nessuno gli chiede perchè qui tutti domandano polipo. Quando Turi e io dopo essere entrati abbiamo detto di sì ai fagioli, Abramo ha sorriso e ce ne ha portato una razione doppia. Sono molto piccanti e ci hanno costretto a bere diverse bottiglie di vino.Tutto il vino del mondo però non basterebbe a far dimenticare la storia che Abramo ci ha raccontato, alla fine della quale egli mi ha svelato che il signor Treré altri non è che il barone Nasca.
- Quando dalla Germania è giunta la notizia dell'uccisione di David Ruthmann, mi sono messo in contatto con Cosimo. Ai tempi dell'università, David, Cosimo e il sottoscritto eravamo inseparabili e la morte del nostro amico in circostanze così drammatiche ci ha letteralmente sconvolto. Subito abbiamo pensato a Therese e ai suoi figli, il cui futuro appariva quanto mai difficile e calamitoso. Insieme a conoscenti che vivono lassù, abbiamo organizzato il loro trasferimento in Italia. Purtroppo sia io che Cosimo avevamo sottovalutato la forza e l'astuzia dei criminali nazisti comandati da Rieve. Il gruppo, non pago di aver ucciso David, intendeva impossessarsi dei suoi brevetti. Quando Therese è giunta da noi, Rieve, che da tempo si era messo sulle sue tracce, è riuscito ad avvicinarsi pericolosamente a lei. Forte degli appoggi di cui godono gli emissari del Reich presso il governo italiano, stava già per catturarla e ricondurla in Germania. È stato allora che Cosimo ha pensato all'escamotage della crociera. La vendita dell’imbarcazione all’inesistente Trerè gli è servita per sviare i nazisti, anche se l'inganno ha avuto breve durata. La necessità di mantenere la segretezza assoluta sull'operazione ha fatto decidere al barone di tenere anche lei, comandante Balsimelli, all'oscuro di tutto. Cosimo tuttavia sapeva di poter fare affidamento sul suo coraggio e sulle sue doti di marinaio. Sia io che il barone Nasca le siamo riconoscenti. Cosimo mi ha incaricato di dirglielo.
- Il barone mi ha già ringraziato assegnandomi lo yacht, signor Salvi, un regalo davvero troppo grande per quel poco che ho fatto. Devo tuttavia confessarle che se fossi stato al corrente dei particolari della vicenda mi sarei comportato esattamente nello stesso modo: contro vigliacchi della specie di Rieve non si può rimanere inerti. Poi Therese durante il viaggio mi ha rivelato molte cose e altre le ho capite da solo. Anche il mio marinaio Abdul, senza che io gli dicessi nulla, aveva capito che si trattava di un'ebrea in fuga.
- Therese è coraggiosa e sincera. Prima di partire con la nave per Alessandria, da dove insieme a Cosimo Nasca raggiungerà gli Stati Uniti, mi ha parlato delle durissime vicende del viaggio che l'hanno fatta arrivare sana e salva insieme ai ragazzi fino a questo porto. Ormai è chiaro che in Europa ci sarà la guerra, Therese vuole che i suoi figli crescano in un paese libero e anche Cosimo mi ha confidato che preferisce allontanarsi dall'Italia. È per questo che le ha affidato il suo yacht, sa di lasciarlo in buone mani.
È stato a questo punto che ho raccontato ad Abramo del mio primo scontro con Rieve nel corso del quale lo avevo sentito rivolgersi alla signora Trerè chiamandola sporca ebrea, episodio che mi aveva aperto gli occhi su tutta la faccenda. Abramo mi ha ascoltato con attenzione.
- Rieve è un avanzo di galera arruolato dai nazisti nella campagna criminale che essi stanno perseguendo contro gli ebrei tedeschi. A Messina si è reso responsabile dell'uccisione dell'uomo che accompagnava Therese. È per questa ragione che abbiamo spostato l'imbarco della signora nel porto di Reggio.
Il racconto di Abramo mi ha fatto ricordare le parole di Marta, l'interprete di Bolzano che si trovava a bordo del Minerva e che, al mio arrivo nella città dello Stretto, aveva fatto cenno a un delitto attribuito a Rieve.
- Il fatto si è verificato nella stazione ferroviaria di Messina - ha prosegito Abramo - Rieve è stato arrestato con la pistola in pugno e per farlo rimettere in libertà è intervenuto il ministero degli interni con un ordine perentorio. Lo sbarco dell'equipaggio dal Minerva nel porto di Messina ci aveva fatto credere che anche quel bandito fosse rientrato a Berlino. Ma il cablo di Therese da Koroni ci ha fatto capire quale imperdonabile errore avessimo commesso. Pensavamo di aver progettato per voi una semplice crociera e invece vi abbiamo lasciato in balìa di un delinquente senza scrupoli. Da quel momento ve la siete dovuta cavare da soli, ma grazie al cielo lo avete fatto nel migliore dei modi.
- Purtroppo - ha proseguito Abramo - per volontà di Benito Mussolini la persecuzione antiebraica è divenuta legge anche in Italia. Gli ebrei che sono in grado di farlo, stanno abbandonando i due paesi, ma non tutti hanno i mezzi per andarsene. Per la mia gente si sta riaprendo il baratro di disperazione che segnò la nostra storia al tempo dell'infame Isabella di Castiglia. Non credevo che in tempi moderni una scelleratezza del genere potesse ripetersi, ma quando i popoli abdicano ai loro diritti consegnandoli nelle mani di uomini come Hitler e Mussolini, ogni senso di giustizia viene meno. La comunità ebraica internazionale si sta attivando per soccorrere chi si trova in difficoltà, anche io faccio del mio meglio per aiutare quei fratelli sfortunati, ma se non esistessero persone dal cuore generoso come lei e come il barone Nasca, i nostri sforzi sarebbero vani.
Mentre davamo fondo senza ritegno alle riserve alcoliche del "Morning Star", a turno ci siamo raccontati le vicende salienti delle nostre vite. Io ho parlato della Spagna, di quando a bordo di una piccola barca da carico portai delle armi all’esercito repubblicano in Catalogna, Abramo delle botte prese a Città del Messico per raggiungere Trotskij.
- Dopo averlo conosciuto, rimasi a casa sua per due mesi e se il governo messicano non me lo avesse impedito, sarei ancora con lui. Fu in quella occasione che divenni esperto di cucina messicana.
Svuotata l'ultima bottiglia, Abramo ha e steso per terra dei materassi. In breve tutti tre siamo sprofondati nel sonno.

Il prossimo capitolo verrà pubblicato lunedì 7 novembre 2011

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