UN ESTATE ROMANTICA PER IL COMANDANTE BALSIMELLI

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani


Capitolo 15

Il comandante Balsimelli si stirò a lungo prima di decidersi a salire in coperta da dove qualcuno lo stava chiamando. Mise giù le gambe dalla cuccetta e guardò l'orologio sulla parete della cabina.

Dall'osteriggio che un telo di canapa blu schermava solo parzialmente, filtrava abbastanza luce per leggere l’ora. Erano le nove e mezza, aveva dormito per dieci ore. Quando salì in coperta il barone lo salutò.
- Siamo liberi, comandante.
Don Cosimo fece sventolare di fronte ai suoi occhi un foglio protocollo pieno di timbri. Annibale prese il documento senza dire una parola e lo scorse riga per riga dopo di che lo restituì al barone.
- Dove sono i nostri passaporti?
Il barone abbassò il capo sullo scritto rimanendo pensoso.
- Annibale qui c'è scritto che la barca è libera di partire.
- Quel poliziotto l’ha presa in giro, signor barone. Se non le ha restituito i passaporti vuol dire che non possiamo muoverci. La barca potrà andare dove vuole, ma le toccherà viaggiare senza equipaggio.
Dopo avere udito quelle parole a Nasca non rimase che scuotere le spalle fingendo rammarico. In realtà era molto soddisfatto dello stato di cose che gli impediva di lasciare Brazza. A don Cosimo, e il comandante Balsimelli ne era sicuro, il proseguimento della sosta forzata andava benissimo, era evidente che non gli importava affatto di ripartire.
- Beh, io devo andare, comandante. Il parroco mi aspetta. Stasera la aspetto per cena alla solita ora.
Da nord giunsero altre imbarcazioni, uno sloop battente bandiera italiana e un grosso ketch inglese, turisti in crociera diretti verso la Grecia. Dopo aver ancorato al centro della baia, i naviganti diressero le scialuppe a terra per procurarsi cibi freschi. Roberto Ardengo, il comandante dello sloop italiano, quando vide Annibale in banchina si fermò a salutarlo. Qualche anno prima si erano trovati a lavorare insieme su una chiatta che trasportava sabbia lungo il fiume Po. Dopo che Annibale lo ebbe messo al corrente dei fatti occorsi nel porticciolo di San Martino, Roberto decise di ripartire immediatamente.
Anche gli ospiti della barca inglese erano scesi a terra. Tra di loro facevano spicco due giovani donne accompagnate dai loro mariti. Appena sbarcati, i turisti si avviarono verso l'abitato fermandosi ad osservare le caupole del borgo e a prendere fotografie. Il comandante Balsimelli non poté fare a meno di informarli di ciò che stava avvenendo nel villaggio ed essi, dopo un breve conciliabolo col loro pilota, decisero che era più saggio andarsene. Entrambe le lance ricondussero gli ospiti a bordo dei velieri che ripartirono verso sud. Il molo così restò nuovamente deserto e Annibale si sentì stringere il cuore a vedere le imbarcazioni che si allontanavano. Il piccolo porto riprese l'aspetto di sempre, coi pescatori che riparavano le reti stese sul selciato e i gatti che girovagavano tra i vecchi cordami nella speranza di trovare una lisca di pesce.
Da nord giunsero altre imbarcazioni...

Mentre le vele dei turisti rimpicciolivano all'orizzonte, Annibale si consolò gettando uno sguardo al Corriere della Sera che l'amico gli aveva lasciato prima di andarsene, un gesto di cortesia tra uomini di mare lontani da casa. Al centro della pagina un articolo ben in evidenza faceva il punto sulla questione razziale in Italia, l'attualità politica del momento.

Le razze umane esistono. La popolazione italiana è di origine ariana. Esiste ormai una pura razza italiana. È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti. È necessario fare una netta distinzione tra i mediterranei di Europa e gli orientali ed africani. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana.

Il comandante Balsimelli provò una stretta al cuore leggendo quelle righe. Le sue navigazioni americane lo avevano messo a contatto con marinai di ogni paese coi quali aveva diviso il pane e i pericoli del mare senza che il colore della pelle o la lingua che parlavano condizionassero i loro rapporti. Ora nella piccola spocchiosa Italia delle camicie nere gli toccava assistere a quella miserabile esibizione di inciviltà di fronte alla quale tutto il paese restava indifferente. Strappato il giornale, ne fece una palla che gettò nel bidone dove i pescatori accendevano il fuoco per sciogliere il bitume.


Creative Commons License Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons .

Scarica il romanzo completo in formato ".epub" .

PREFAZIONE
CAPITOLO 1
CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33
CAPITOLO 34
CAPITOLO 35
CAPITOLO 36


Scarica il romanzo completo in formato ".epub" .