UN ESTATE ROMANTICA PER IL COMANDANTE BALSIMELLI

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani


Capitolo 19

Quando il sole fu tramontato e vennero accese le prime luci dentro le case, si videro le barche dei pescatori rientrare nel porto. Il vento era cessato del tutto e gli equipaggi legarono le piccole imbarcazioni al molo prima di scendere a terra con i canestri del pescato.

Tornato a bordo del Delfino, il comandante Balsimelli si sedette sul ponte a meditare. La scoperta che Domenica Leoni non era stata rapita, ma si trovava in compagnia del giovane bosniaco - Annibale non aveva dubbi che si trattasse del fratello di Bogmil e che quella tra i due fosse una fuga d'amore - era una novità molto positiva, ma non gli dava la soddisfazione che si sarebbe aspettato di provare, anzi era motivo per lui di nuove perplessità. Andare dal padre di Domenica a rivelare tutto, per esempio, non gli pareva la cosa giusta da fare, sebbene questo fatto avrebbe permesso al Delfino e al suo equipaggio di ripartire.
A est una luna grande e pacifica era appena sorta ed ora galleggiava sul mare. Le piccole case erano aperte e dalle porte giungeva il brusio delle tavole apparecchiate dove erano in corso le semplici cene dei pescatori. Le voci delle donne si sovrapponevano a quelle degli uomini e dei bambini, in tutto uguali a quelle che Annibale ricordava provenire dalle case del suo borgo natale nelle sere d'estate. Già alcuni tra gli abitanti, terminata la cena, uscivano a sedersi davanti a casa.
Che diritto aveva di infrangere il sogno dei due ragazzi? La domanda gli sorse spontanea, con la forza delle domande che nascono dal cuore. In nome di quale principio doveva mandare in malora i loro progetti, per favorire la crociera del barone Nasca? Per riappropriarsi del ruolo di comandante e riprendere la navigazione? Per la stizza provocata in lui dall'essere vittima di un provvedimento ingiusto?
Più ci rifletteva Annibale su tutta la questione, più si convinceva che l'unica cosa da fare era tacere. Se qualcuno sull'isola aveva diritto a vedere ristabilita la giustizia, non era certamente lui, Annibale Balsimelli, comandante dello yawl Delfino in crociera verso il porto di Spalato, né l'imbelle Nasca, ozioso turista in cerca di svago. I due ragazzi, loro erano vittime innocenti di una prevaricazione. Cosa li aveva spinti a quella fuga folle e disperata se non un'ingiustizia subita?
Annibale guardò il cielo notturno che splendeva di miriadi di luci e i suoi occhi corsero al grande quadrilatero dell'Orsa Maggiore. Seguendo la linea delle ultime due stelle, il suo sguardo giunse alla piccola solitaria Stella Polare, unica luce fissa del firmamento. Che meravigliosa asimmetria, pensò, che allegra confusione nella diaspora celeste, che gioia in tutto quel disordine!
No, non sarebbe stato lui, Annibale Balsimelli, a tradire il segreto di Domenica e del suo innamorato per difendere un ordine sociale convenzionale ed ipocrità. Stelle in cielo

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PREFAZIONE
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CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33
CAPITOLO 34
CAPITOLO 35
CAPITOLO 36


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