UN ESTATE ROMANTICA PER IL COMANDANTE BALSIMELLI

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani


Capitolo 21

Quella era la quarta volta che il comandante Balsimelli percorreva il viottolo che partiva da San Martino in direzione delle alture dell'interno.

Erano le nove di mattina e nemmeno lui sapeva cosa lo spingesse verso la capanna che aveva scoperto essere il nascondiglio di Domenica e del suo innamorato. La speranza di incontrarli? Annibale se lo domandò camminando, ma la risposta fu negativa. Superata la chiesa, cercò ancora di comprendere il motivo che lo induceva ad allontanarsi dal paese. Era per dare qualche consiglio ai ragazzi, per convincerli a ragionare su sé stessi? No, non era quello il movente della nuova escursione. Anche se cominciava appena ad esserne cosciente, Annibale aveva deciso di compiere il lungo giro all'interno dell'isola con lo scopo di stare da solo. La curiosità che il gesto di Dorotea aveva fatto nascere in lui richiedeva attente riflessioni, ecco il perché della camminata, per pensare senza distrazioni a quella strana novità nella quale si univano il sapore di un'allettante promessa e un senso di cosa non capita che lo teneva all'erta. Era una sensazione a fior di pelle quella che gli impediva di godere appieno degli aspetti positivi contenuti nel messaggio della ragazza, una sensazione sottile e contraddittoria. La causa dei suoi dubbi nasceva dalla distanza dalla quale Dorotea gli aveva inviato il breve movimento della mano nel quale poteva esserci addirittura l'accenno di un bacio, una distanza che escludeva la partecipazione attiva degli occhi. Per Annibale Balsimelli gli occhi erano troppo importanti in una donna per fidarsi di un messaggio che li escludesse.
Lungo il sentiero tutto era come il giorno prima, i pini che riempivano l'aria di profumi balsamici, le cicale che frinivano instancabili, il sole forte che faceva ardere l'isola come un braciere. La sola differenza rispetto al giorno precedente fu l'apparizione di Dorotea. Molto prima di giungere alla capanna, Annibale la vide seduta su un prato nel punto dove la boscaglia si apriva.
- Buongiorno comandante. Che sorpresa vedervi qui!
Mentre Dorotea deponeva il libro che teneva in mano e sorrideva, Annibale fu certo che la ragazza non fosse affatto stupita dell'incontro, ma che avesse semplicemente previsto la traiettoria dell'uomo che le interessava e l'avesse intercettata deliberatamente. Pensò tutto questo in una frazione di secondo e altrettanto velocemente se ne scordò, ciò che accadeva gli piaceva troppo per perdersi in elucubrazioni.
Quando si baciarono, avevano già parlato di diverse cose, degli insetti di cui il libro di Dorotea trattava, un argomento di grande interesse per lei, della stagione che era ben più fredda della precedente, tant'è che non c'erano abiti adatti per affrontarla, dei viaggi per mare compiuti dall'una e dall'altro, delle barche a vela che Dorotea conosceva così bene da farle confessare di uscire da sola con quella di suo padre, delle isole dalmate e di quelle italiane. Per parlare di tutto questo impiegarono un'ora. Il bacio fu un argomento più semplice, e qui non ci fu bisogno di dire niente, come non ci fu bisogno di dire niente perché la cosa andasse molto più avanti. In certi momenti, Annibale lo aveva imparato da sé, è più facile andare avanti che fermarsi. Occorre dire che nessuno dei due ci pensò, a fermarsi.
Per parlare di Domenica invece impiegarono due ore buone. Sulle prime Dorotea fu reticente: della sorella, sostenne, non sapeva nulla. Annibale la lasciò dire per capire fino a che punto quella incantevole ragazza fosse capace di mentire e dovette ammettere era una gran bugiarda. Però non resse a lungo alle sue bugie, così la fermò confessandole ciò che aveva visto, l'abboccamento tra lei e Bogmil, il contatto di questi con lo sconosciuto della capanna, la consegna del pacchetto e l'apparizione di Domenica. Per lui era chiaro che le sorelle erano in combutta e che Dorotea era al corrente dei motivi che avevano spinto Domenica ad andarsene. Dorotea accettò la sconfitta e ammise di aver mentito, ma non indugiò molto sul quei fatti, preferì tornare sull'argomento principale del loro incontro e, presa l'iniziativa, lo baciò di nuovo. Fu in quel momento che Annibale provò più forte di prima la sensazione di incertezza che lo aveva tormentato fin dalla notte precedente. Nella disinvoltura della sua interlocutrice c'era qualcosa di più della spregiudicatezza giovanile che Annibale aveva conosciuto nelle avventure in giro per i club nautici del Mediterraneo, una voce interiore che non gli riusciva di far tacere gli ripeteva che Dorotea stava nascondendo qualcosa.

Quando si baciarono, avevano già parlato...


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PREFAZIONE
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