UN ESTATE ROMANTICA PER IL COMANDANTE BALSIMELLI

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani


Capitolo 24

Fu in quell'istante che lo sparo risuonò nell'aria. Al colpo d'arma da fuoco fecero seguito urla concitate che provenivano dalla parte alta del paese. In breve, lo spiazzo di fronte al porto si riempì di gente.

Chi aveva sparato stava scendendo da lassù con in mano un fucile da caccia. Annibale riconobbe Ernesto Leoni, la fucilata era stata esplosa da lui. Dalla caserma i gendarmi guidati da Rezori raggiunsero l'assembramento correndo. Lo sparatore, rivolto ai presenti, indicava la montagna. Avvicinatosi al gruppo, Annibale colse le sue ultime parole - quel morlacco bastardo - diceva, più qualcos'altro che il comandante non fu in grado di comprendere. L'uomo parlava alternando il serbo croato all'italiano, ma in breve fu chiaro che qualcuno gli aveva comunicato dove e con chi si trovava sua figlia Domenica.

..quel Morlacco bastardo...
Subito si formarono delle squadre che presero a salire in direzione delle alture dell'isola. Per i due ragazzi le cose si mettevano male, presto se la sarebbero dovuta vedere con un padre infuriato. Annibale rifletteva su questa idea, quando vide arrivare il barone. Don Cosimo si dirigeva verso di lui di buon passo, la fucilata lo aveva tirato giù dal letto insieme agli altri abitanti di San Martino.
- La ragazza, signor barone, credo l'abbiano trovata.
- Dunque era uno sparo di festa, quello che si è sentito?
- Temo di no - disse Annibale - anzi sono convinto che tra qualche ora assisteremo a un funerale. Domenica era fuggita con un uomo e il signor Leoni sembra deciso a risolvere la questione a fucilate. Si tratta di un giovane bosniaco che non riscuote simpatie nemmeno presso la gente del posto. Questioni razziali, gli abitanti dell'entroterra non sono graditi qui sulle isole.
- E lei da chi ha saputo queste cose?
- Ho svolto indagini per mio conto. Le voglio rivelare un segreto, signor barone, ho visto dove si nascondevano i due fuggiaschi. Intendevo parlargliene, ma non credevo che le cose precipitassero in questo modo. Ho paura che ci toccherà assistere a qualcosa di brutto.
Cosimo Nasca guardò il comandante scuotendo il capo e sorridendo.
- Non sia ingenuo, Balsimelli, dalle mie parti si chiama fuitina e si risolve con uno sposalizio alle sette del mattino e senza pranzo. Il padre della sposa fa la ramanzina al malnato che si è preso sua figlia e a volte gli rifila anche qualche ceffone, ma intanto se la ride per i soldi risparmiati nella festa di nozze.
- Credo che il problema che ci troviamo di fronte sia più complesso, don Cosimo. La madre voleva dare a Domenica un marito viennese, il padre gliene stava preparando uno pugliese.
- Io appoggerei la scelta della madre, dei pugliesi ho un pessimo ricordo.
- Beh, la ragazza ha scartato entrambi i partiti ed è scappata con un ragazzo bosniaco.
- Finalmente la nostra barca potrà salpare, comandante. Non è soddisfatto?
- Lo sarei stato fino a due giorni fa, ma da quando sono venuto a conoscenza dei retroscena provo solo rabbia. È la solita vecchia storia di una famiglia ricca e potente che costringe la figlia a rinunciare ai propri sentimenti per rispettare ridicole regole sociali. Mi viene il voltastomaco!
In quel momento giunse Dorotea. La ragazza si fermò a pochi metri da Annibale che lasciò il barone per raggiungerla. Dorotea, visibilmente scossa, lo prese per un braccio.
- So di non avere il diritto di farlo, Annibale, ma ti vorrei chiedere di aiutare mia sorella.
La frase pronunciata dalla ragazza disorientò Annibale. Ecco cosa voleva, pensò, e io l'ho giudicata una borghesotta spregiudicata. La poverina stava cercando di aiutare sua sorella, accidenti a me!
- Salvala, Annibale. Valla a prendere con la barca e portala via prima che la raggiungano quegli scalmanati al seguito di mio padre. Vai da lei, tu sai dove si trova.
Dorotea strinse ancor di più il braccio del comandante che si trattenne a stento dall'abbracciarla.
- E' per questo che volevi sapere quanto tempo ci vuole a raggiungere la terraferma?
- Era un'idea che mi balenava in testa, ma ieri non ho avuto il coraggio di chiedertelo. Adesso è la sola possibilità rimasta a Domenica.
Quando ebbe finito di parlare, Dorotea accarezzò il viso di Annibale mentre gli occhi le si riempivano di lacrime, poi si girò e si diresse verso la villa. Annibale sentì le ginocchia mancargli mentre la seguiva allontanarsi fino a scomparire dietro alle siepi di pitosforo.


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