UN ESTATE ROMANTICA PER IL COMANDANTE BALSIMELLI

romanzo a puntate illustrato
di
Giovanni Zanzani

Capitolo31

Fu il barone Nasca a svegliare l'equipaggio, il sole era alto e dalla cucina giungeva il profumo del caffè che il barone in persona aveva preparato. Messo qualcosa nello stomaco, don Cosimo chiese di attrezzare l'occorrente per scendere in acqua, una nuotata avrebbe spezzato la monotonia della giornata che si annunciava lunga e vuota.

L'idea piacque anche agli altri, venne calata una biscaglina che consentì ai passeggeri di fare il bagno. Indossato uno dei costumi che si trovavano a bordo, Domenica raggiunse a nuoto insieme a Suljo la riva e là i due rimasero a passeggiare e a parlare. La paura di essere caduti nelle mani degli inseguitori si era allontanata e il loro umore migliorato li faceva sorridere. L'arma di Suljo, la pistola che poche ore prima il ragazzo aveva puntato contro Annibale, si trovava nelle mani del comandante al quale il giovane bosniaco l'aveva consegnata. Ora Suljo si trovava in riva al mare insieme alla sua innamorata spalatina e la grossa rivoltella austriaca era rinchiusa nel cassetto del tavolo da carteggio accanto alla pistola lanciarazzi dell'imbarcazione.
A mezzogiorno l'arrivo di una piccola barca da pesca destò inquietudine a bordo del Delfino. Si trattava di pescatori di Lesina, un vecchio e un giovane che venivano a controllare delle nasse. Benché Torcola fosse disabitata, la pescosità dei fondali ne faceva una meta abituale per le barche provenienti dall'isola più grande posta a nord. Annibale fece risalire tutti a bordo e chiese a Domenica informazioni sulla presenza di forze militari su Lesina. Non ce n'erano, rispose la ragazza, il porto maggiore dell'isola era amministrato da un responsabile che solo saltuariamente si recava a Spalato per conferire con le autorità marittime. La risposta non tranquillizzò Annibale, una pattuglia in cerca del Delfino avrebbe potuto sbarcare a Lesina quel giorno stesso per interrogare i pescatori e in quel caso il nascondiglio dello yawl sarebbe stato scoperto, ma egli tenne per sé questo timore.
In quel momento il barone Nasca chiamò Rosario per avere notizie sul pranzo, la nuotata aveva risvegliato il suo appetito. Occuparsi della cucina era compito del marinaio il quale già da un'ora si affaccendava ai fornelli. Quel giorno avrebbero mangiato maccheroni con tonno e alici, la partenza improvvisa non gli aveva consentito di rifornire la cambusa di vivande fresche. Apparecchiata la tavola sul ponte, Rosario attese che tutti fossero presenti per servire una zuppiera ricolma di pastasciutta.
Visto così, il Delfino sembrava uno yacht in crociera, con gli ospiti comodamente seduti in coperta di fronte alla tavola apparecchiata. I due pescatori di Lesina che osservavano la scena con curiosità videro il barone in giacca e cravatta aprire una bottiglia di vino bianco e versarlo nei bicchieri dei commensali.
- E' fatto con uve inzolia della terra siciliana - disse don Cosimo rivolto a Domenica – il nostro Rosario lo ha tenuto immerso in mare tutta la mattina per rinfrescarlo. Sentirà che buono, signorina.
La ragazza sorrise sollevando il bicchiere.
- Alla sua salute, signor barone e grazie per ciò che sta facendo per noi.
- E' il comandante Balsimelli che deve ringraziare, l'operazione è stata pensata ed eseguita da lui con l'aiuto di Rosario.
Domenica abbassò il capo e gli occhi le si riempirono di lacrime. Nessuno parlava, Suljo le prese una mano e Domenica si appoggiò alla sua spalla. Il barone versò dell'altro vino.
- Siete giovani - disse - avete tutta la vita davanti a voi, un giorno tutto questo sarà un ricordo.
Il pranzo riprese e gli ospiti fecero gli onori a Rosario per la cucina. Quando ebbero finito venne servito qualche biscotto secco e del caffè, tutto ciò che la cambusa poteva offrire. Annibale, che non aveva aperto bocca per tutto il pranzo, andò a sedersi nel pozzetto per fumare il suo toscano. L'indomani sarebbero partiti e con un po' di fortuna la barca avrebbe portato i passeggeri lontano da quelle isole scintillanti, ma così infide.

...una piccola barca da pesca...



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PREFAZIONE
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CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33
CAPITOLO 34
CAPITOLO 35
CAPITOLO 36


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