IL REGOLATORE DELL'OROLOGIO

di
GIOVANNI ZANZANI



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13

-Sia lodato Gesù Cristo, eminenza.-
-Sia sempre lodato, don Casorio. Che accade nella parrocchia di San Giovanni per costringere il suo buon parroco a fare tanta strada e il cardinal legato a ricevere visita nell’ora destinata alla rasatura?-
-Fatti gravi, eminenza, fatti molto gravi. Non sarei qui a disturbarvi se non si trattasse di quei pericoli che il signor cardinale così saggiamente indicava nella lettera dello scorso anno. E’ proprio in osservanza a quella lettera che mi sono deciso a chiedere un’udienza straordinaria. Mi spiace disturbare voi e il vostro signor barbiere, ma il segretario ha detto di entrare subito e dalla sua espressione ho addirittura pensato di essere atteso. Forse sapete già di cosa si tratta?-
-Don Casorio, siete qui per dirmi qualcosa o per fare domande?-
-Chiedo venia, eminenza, l’agitazione mi fa straparlare. Sono da voi per fare denunce molto circostanziate. Innanzitutto c’è il fatto dell’acqua, poi quello dei coloni, e non è tutto...-
-Con ordine, Don Casorio. Cos’è il fatto dell’acqua?-
-Pare che qualcuno ne tolga dal canale, il paese è in subbuglio, si preparano azioni armate.-
-E i coloni, che hanno combinato i coloni?-
-Ecco eminenza, sembra che a San Giovanni si sia guastata ogni cosa. Ovunque si litiga. I coloni si son messi a dire che i proprietari vogliono cambiare le ore del giorno per farli lavorare di più. Quegli scalmanati lasciano e riprendono le opere secondo il loro giudizio. Per quanto si discuta, non si viene a capo di nulla, si dorme con lo schioppo carico e la sera nessuno esce di casa.-
-Ditemi, don Casorio, si sono viste facce nuove in giro?-
-Nessuna, eminenza. Il mese scorso sono giunti gli Olivieri, i conti, e anche i marchesi Corsini, ma vengono tutti gli anni per la villeggiatura. Oltre a loro, nessuno.-
-Ne siete certo, signor parroco?-
-Ora che mi ci fate pensare, c’è il nuovo regolatore dell’orologio. E’ a San Giovanni da qualche mese, ma si tratta di un semplice ombrellaio ambulante, non credo abbia a che fare con le vicende che vi ho narrato.-
-Lasciate a noi stabilire ciò che si deve credere, reverendo. Piuttosto, non era compito vostro segnalare al mio ufficio ogni novità? Perché non si parla del regolatore dell’orologio nell’ultimo rapporto?-
-Veramente, eminenza, pensavo che ... vedete, è stato assunto personalmente dal signor Montanari, il governatore ... e poi a me sembrava un giovane così a modo...-
-Don Casorio, decido io chi è a modo. Quanto al signor Montanari, per quel che so dei suoi affari potrei farlo arrestare!-
-Dunque il regolatore dell’orologio è un sospetto? Di chi possiamo fidarci, noi poveri cristiani, di chi?-
-Del vostro legato a latere, don Casorio! Io sono l’unico nel quale riporre fiducia. Il santo padre mi ha inviato qui dopo i terribili fatti occorsi nella sfortunata terra di Francia perché sovraintenda alla vostra sicurezza, e per la vostra sicurezza è indispensabile che io venga informato su tutto ciò che accade in queste contrade. Ora andatevene in pace, ma un’altra volta state più attento.-
-Farò come dite, eminenza, non dubitate. E adesso, che si fa del manigoldo, volete che ne parli al governatore?-
-Non farete nulla, reverendo. Per vostra fortuna c’è già chi ha provveduto. Un consiglio però intendo darvelo: occupatevi dei giovani e soprattutto delle giovani del villaggio. Quella Clorinda Montanari, per esempio, è una delle vostre parrocchiane, non è vero? Beh, non vi pare che abbia le briglie troppo sciolte?-
-I giovani, eminenza, non parlatemi dei giovani. Nessuno può tener loro testa. Clorinda poi è la peggiore di tutti, ma è nobile, è figlia del governatore e della marchesa Ferri. Credetemi, non sempre noi preti possiamo usare troppa severità coi nobili.-
-I nobili eh? Don Casorio augurate loro che non abbiano a rimpiangerla, la nostra severità!-