IL REGOLATORE DELL'OROLOGIO

di
GIOVANNI ZANZANI



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-Sbrigatevi a darmi la zuppa Anna, che ho fame e ho anche premura.-
-Che modi, signor marito, credete di essere all’osteria e che io sia una serva?-
-Scusatemi Annetta, ma ho dei pensieri.-
-E che pensieri saranno, da trattare così male una povera donna?-
-Non sono più io, cara moglie, non sono più io. Conoscete Agostino, il marito dell’Argìa?-
-Beh, che vi ha fatto il marito dell’Argìa?-
-Niente mi ha fatto, mi ha portato a ferrare i cavalli.-
-Ebbene, che c’è di strano, non ve li porta ogni anno?-
-Infatti è venuto, e io che di solito gli ferravo due pariglie in un mattino questa volta ho faticato a ferrare due bestie. Vedete che non sono più io? Sto invecchiando e non riesco più a lavorare come prima, ecco quali sono i miei pensieri.-
-Che sciocchezze andate dicendo, avrete perso tempo in chiacchiere, ecco perché ne avete ferrati solo due.-
-E ieri allora, coi muli di Pietro Lanzoni, son state le chiacchiere a farmi ritardare il lavoro? Con Pietro Lanzoni che è muto? Ora scusatemi, mangiamo questa zuppa, Agostino è in bottega e aspetta che io gli ferri gli altri due cavalli.-
Il dialogo tra il maniscalco e la moglie aveva avuto luogo non molto tempo dopo Ferragosto. Il calo di forze del brav’uomo non era il solo fatto strano giunto a turbare la tranquillità di San Giovanni. Tre giorni dopo era stato l’ortolano delle monache a trovarsi nei pasticci quando in un mattino di lavoro era riuscito sì e no a vangare una fila di pomodori. La madre superiora gli aveva ricordato, non senza una certa irritazione, che fino al mese precedente, in un mattino ne vangava due.
Nel frattempo anche al regolatore dell’orologio stavano accadendo cose insolite, lo si poteva capire dal suo umore, all’osteria se n’erano accorti in molti. Crespino, di solito così calmo, era in preda a una stana agitazione. Eustachio aveva notato che il giovane durante il pomeriggio scompariva dalla circolazione.
Chi si fosse recato al ponte degli asini non avrebbe capito qual’era il motivo dei problemi che affliggevano il fabbro e l’ortolano delle suore, ma avrebbe scoperto dov’era che Crespino trascorreva tanto tempo. Chi si fosse trovato in quei paraggi l’avrebbe trovato sulla riva del naviglio ad aspettare l’arrivo di una ragazza. Il nesso che univa quei fatti però sarebbe rimasto un mistero anche per chi avesse visto quanto era bella la ragazza.