Almanacco della Campuria

Il giorno del porco

Almanacco della Campuria - Il porco


Eccoci, cari amici, a dissertare sul porco, a tutti gli effetti il re della fattoria. Il freddo incombente ci offre l'opportunità di parlare di questo signore del fango nella stagione più alta della sua vita, l'inverno per l'appunto, in cui viene sacrificato. È nel momento della caduta infatti che egli trionfa, innalzando fino alle travi della cantina i segni della sua grandezza.
Per rendere chiaro il dettato della mia lezione prenderò ad esempio la figura del grande porco che proprio in questi giorni ha portato a termine la sua ventennale carriera nella capitale. Onore al porco e speriamo che le sue frattaglie vengano divise in parti uguali tra gli abitanti della fattoria.


E viene novembre.
Il porco sta sdraiato sullo strame di paglia e di cacca, la sua, senza pensare.
Preferisce.
Preferisce stare senza pensare.
Preferisce stare lì senza fare nulla, men che meno pensare.
Non vuol proprio pensare il porco in quel giorno di novembre mentre sta sdraiato nello strame di paglia e di cacca, la sua, beato.
Pensare c'è tempo.

Metalli

Cling ...
E' stato quel suono metallico a fargli sollevare il grugno dal truogolo.
Cling ...
Di nuovo il rumore. Metallo duro che suona.
- Quando sentirai quel suono sarà tardi.
Parole a vanvera di uno stupido merlo, ricordi porco?
Cling ...
- Quando sentirai quel rumore vorrà dire che è tardi per scappare.
Uno stupido merlo che stava sul mandorlo parlando con lui.
- Che bisognava già essere lontani.
Sono state le parole dello stupido merlo a risuonare in testa al porco, in quella sua testa goffa di porco, occupata fino ad allora solo dal mangiare e dal cacare. Il suono che ha attraversato l'aia per giungere alle sue orecchie incrostate di fango le ha risvegliate.
Cling ...
Tintinnio di duro metallo. Metallo che suona.
Wsing ... Wsing ... Wsing ...
Un altro suono. Metallo che sfrega la cote.
Wsing ... Wsing ... Wsing ...
La cote che stava riposta nel corno.
Wsing ... Wsing ... Wsing ...
Il corno appeso alla cintura del contadino.

Gli onori al porco

Perché sono tanti?
C'è il fratello del contadino con tutti i suoi figli.
C'è il vicino, ci sono i cugini, con mogli e ragazzi.
C'è gente che il porco ha visto solo una volta e gente che il porco non ha mai visto.
Mentre il contadino lo conduce fuori dal porcile, il porco li guarda dubbioso.
Vorrebbe essere felice perché tutti gli fanno carezze, carezze che lo palpano dove il lardo è più grasso.
Vorrebbe ridere perché tutti ridono.
Adesso il contadino gli lega una zampa al tronco del moro, come sempre.
Per fargli brucare l'erba del prato.
Come sempre.
Ma allora, perchè sono in tanti a guardarlo?

Ricordi del porco

Sono stato il più bello.
Sono stato il più grasso.
Ho mangiato più di tutti.
Tutto ho mangiato.
Ho cacato felice.
Mi sono rotolato nella merda felice.
Pensare, c'é tempo.

La fine del porco

E' novembre.
Fa freddo, ma il sole brilla.
Il porco è sul prato.
L'erba verdissima è ancora bagnata di rugiada.
Tutti stanno a guardare il porco.
Il porco caca.
Il contadino lo uccide.

Giovanni Zanzani Giovanni Zanzani

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