Cronache dalla campuria

a cura di Giovanni Zanzani

Giovanni Zanzani

 

16 agosto 2010 Mezza estate


Superati i mondiali di calcio e molte altre difficili contingenze, questa pagina di cronaca ricomincia a occuparsi di animali, a noi della Campuria le storie di animali piacciono sempre. Questa volta però parleremo di animali morti.
Tutto cominciò all'epoca di Bill cuorcontento, il presidente che rideva con occhi malandri mentre con le mani e il con il resto faceva l’amore sotto il tavolo. In quel tempo tutti noi, sia giovani che vecchi, avemmo l'ardire di credere che ogni problema politico fosse in via di estinzione, in quel momento indimenticabile della storia arabi e israeliani provarono addirittura a non ammazzarsi più: sembrava proprio che il mondo avesse imboccato la strada della felicità.
I potenti, frastornati dal dilagare dell’ottimismo, si riunirono a Kyoto e concordarono di pulire anche il cielo, ricordate? In una decina d'anni, stabilirono, il cielo sarebbe tornato limpido e trasparente come era sempre stato. Ma la novità più incredibile fu un'altra, e cioè l’affermarsi della certezza che tutti saremmo diventati ricchi. A sancire l'inizio di quella nuova età dell'oro fu un'invenzione più che significativa, il viagra, confetto dell'eterna giovinezza.
La sensazione di gioia prese l'umanità nel suo intero, si fecero congressi sui diritti dell'individuo, infine la Gran Bretagna restituì Hong Kong alla Cina. Quando gli inglesi restituiscono qualcosa di valore, bisogna accettare che il mondo sta andando per il meglio.
Gli amanti della cabala sostennero che tutto quello sconquasso si fosse sprigionato dal secondo intercalare inserito nell’ultimo minuto del 30 giugno 1997, operazione che aveva trasformato quel minuto in un cerchio deforme di 61 secondi. Tutta la gioia che stava contaminando il pianeta Terra era venuta fuori da quel secondo anomalo ficcato a martellate nelle sfere armillari di Greenwich. Vai a sapere dove sta la fortuna!
A noi italiani l'onda della felicità universale la portò un ometto basso e non bello, ma pieno di risorse.
Lui usava il viagra come l'aspirina, era ricchissimo, non pagava una lira di tasse e promise che tutte quelle cose le avrebbe fatte provare anche a noi.
I fatti ci avrebbero fatto comprendere che la nuova età dell'oro apparteneva alla realtà come la bellezza dei corpi umani appartiene agli stessi corpi, cioè per nulla, tanto è vero che in poco tempo di essa non rimane nemmeno il ricordo.
A difesa del nostro ridente leader dirò che la colpa del malinteso non fu sua. Egli era un uomo bonario, onestamente teso a cercare la felicità del popolo. Fu il popolo a prenderlo troppo alla lettera, in fondo la sua specialità era vendere illusioni.
Ora il grande statista è una balena morta che appesta l'aria del paese, ma ancora nessuno ha il coraggio di dirglielo. Forse rimarrà lì fino a quando le sue vertebre biancheggeranno sulla riva del mare.
Giovanni Zanzani


Giovanni Zanzani

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La prossima cronaca verrà pubblicata il 30 agosto 2010

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