Cronache dalla campuria

a cura di Giovanni Zanzani

Giovanni Zanzani

 

13 settembre 2010 Oltre l'amore


L'evento che intendo commentare non è un evento rarissimo, però è uno di quei fatti che esercitano su tutti un forte richiamo, sui maschi facendoli sospirare con malcelata invidia, sulle femmine facendole fremere di sdegno.
Un uomo di settant'anni ha avuto un coccolone, questo dice la cronaca, mentre cavalcava. La cavalcata che lo ha condotto all'aldilà non era un esercizio equestre, bensì una di quelle sgroppate che così si definiscono utilizzando un traslato, l'uomo sudava e si teneva stretto al corpo della cavalcatura, ma non era ippica. Scendendo nei dettagli dirò che quando il suo apparato cardiovascolare ha ceduto, il soggetto si trovava con una signorina terribilmente più giovane di lui, che naturalmente non era sua moglie.
Qui in Campuria se ne è parlato, anche se l'episodio si è verificato fuori dai confini della nostra terra. Il defunto infatti apparteneva alla popolazione rivierasca che ha costumi assai più spregiudicati dei nostri. Per dovere di cronaca aggiungo che la moglie del malcapitato ha appreso la ferale notizia quando i carabinieri l'hanno condotta sul luogo del sinistro, il grazioso monolocale della giovane donna, perchè riconoscesse il cadavere del proprio coniuge.
Non mi piacciono le storie dove qualcuno muore, poi questo genere di avvenimenti porta inevitabilmente a doversi schierare, da un lato ci sarà chi difende l'eroico vitalismo del protagonista, dall'altro si parlerà dei suoi costumi dissoluti, e poichè so che tra le mie lettrici ce n'è una che esercita direttamente il diritto di critica sulle mie affermazioni (se non le piacciono mi improperia vis-a-vis) dovrò stare attento a ciò che dico.
I salmoni muoiono in quel modo, una scodata per distribuire il seme accanto a qualche giovane salmona, poi l'oblio e le zanne degli orsi che banchettano con le loro spoglie. Dopo aver vissuto quell'istante di beatitudine i maschi della mantide offrono le proteine del proprio corpo alla compagna e i fuchi cadono esausti di fronte all'alveare che hanno contribuito a popolare. Nel regno animale il ruolo di noi maschi si esaurisce così, nel rapido scodare dei salmoni, nello smembrarsi dei mariti delle mantidi e nel volo dei fuchi, anche tra le donne l'idea comincia a farsi strada. È vero che c'è l'educazione dei figli, l'acquisto delle scarpe, le tasse universitarie e tutto il resto, ma a questo può provvedere qualsiasi altro individuo della specie, eseguita l'offerta di gameti anche il maschio degli umani non è più indispensabile alla sua discendenza (e non voglio aprire il discorso ai nuovi confini della genetica).
Alla luce di queste considerazioni dobbiamo accettare che la morte di quel signore non è stata tanto strana. Dopo aver raccolto le forze, il baldo pensionato ha portato a compimento l'atto per il quale la natura lo ha selezionato per milioni di anni. Secondo natura, dopo quel gesto supremo, aveva tutto il diritto di crepare soddisfatto.
Speriamo che sia stato così, con buona pace delle mogli tra le quali sono serpeggiati termini come vecchio vizioso, prostatico impenitente e anziano bavoso.
Giovanni Zanzani


Giovanni Zanzani

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La prossima cronaca verrà pubblicata il 27 settembre 2010

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