Cronache dalla campuria

a cura di Giovanni Zanzani

Giovanni Zanzani

 

20 dicembre Fiaba di Natale


Cari lettori della Campuria, avevo pensato di scrivere una fiaba di Natale, ma Natale è la festa dell'infanzia e io comincio ad essere lontano da questa età della vita.
Poi è la festa della bontà, e io mi trovo più a mio agio coi personaggi un po' tangheri che con quelli zucchero e cannella. Ci ho riflettuto e stavo per desistere, ma l'attualità mi è venuta in aiuto, così la fiaba di Natale non l'ho dovuta inventare, era successa veramente e ricorda per certi aspetti una celebre fiaba di Charles Dickens.
La storia si è svolta a Ravenna, una città così bizantina da indurre i suoi abitanti a credere che, come a Costantinopoli, fuori dalle mura cittadine il mondo finisca.
Protagonista è Augustina, la madre nigeriana delle gemelle albine che quando nacquero dieci anni fa finirono su tutti i giornali perché erano due batuffoli biondi da far pensare a due bimbe finlandesi, loro che avevano una mamma nera come il carbone.
La settimana scorsa Augustina è stata uccisa dall'ossido di carbonio del braciere col quale aveva sostituito il riscaldamento a gas la cui fornitura al suo appartamento era stata interrotta per morosità.
L'individuo avaro e squallido della favola si chiama Hera, la compagnia responsabile della distribuzione di gas, acqua e luce nella piccola Bisanzio adriatica. A differenza di Ebenezer Scrooge, immaginato da Dickens nel racconto Canto di Natale, Hera non cambierà carattere alla fine di questa favola. Ad Hera ciò che sta a cuore è la salute dei propri azionisti, perciò la società continuerà ad interrompere le forniture di gas senza curarsi degli esseri umani che rimarranno al freddo.
A questa favola mancava il lieto fine, però con un po' di fortuna sono riuscito a trovarlo. Si tratta dell'indennità dell'amministratore delegato di Hera, Maurizio Chiarini. Il brav'uomo percepisce 350.000 euro all'anno. Vedete che alla fine di ogni favola c'è sempre qualcuno che dorme al caldo?
A lui non mi viene da augurare buon Natale. A tutti gli altri sì, e dato che ci risentiremo solo il prossimo anno auguro ai lettori ogni felicità. Ai miei due editori che come l'asinello e il bue riscaldano questa rivista bambina, un bel covone di paglia fresca..
Giovanni Zanzani


Giovanni Zanzani

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La prossima cronaca verrà pubblicata il 10 gennaio 2011

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