LO YETI

Storia del primo contatto tra l'abominevole uomo delle nevi e l'homo sapiens

di
GIOVANNI ZANZANI

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CAPITOLO 14
 
GRIDO! Le prime tre lettere dell’insegna erano rotte, ma alla luce del mattino il titolo si leggeva lo stesso sullo sfondo arrugginito della lamiera di sostegno. Che si trattasse della redazione di un giornale lo spiegava la scritta “cronaca nera” tracciata a vernice in caratteri più piccoli sotto i tubi del neon. Oltre agli uffici della rivista, la palazzina ospitava il centro di massoterapia Fiore di giada, la bottega di un tosacani e un take away di cibo orientale sulla cui vetrina spiccava l'ordinanza che ne aveva disposto la chiusura a tempo indeterminato per motivi igienico-sanitari.
Dopo averci riflettuto per un giorno intero, Bernini era giunto alla conclusione che la sola persona alla quale poteva rivolgersi per parlare della scoperta dello yeti fosse il suo vecchio compagno di liceo Attilio Loiacono, così si era recato a trovarlo al giornale.
-Loiacono? È più di un anno che non lavora da noi.-
Nel pronunciare il nome del redattore lo sguardo del portiere si era fatto scuro. Bernini temette di aver compiuto un giro a vuoto.
-Mi sa dire dove lo posso trovare?-
Seduto dentro la guardiola, l'uomo posò il quotidiano sportivo che stava leggendo e osservò il suo interlocutore con occhi indagatori.
-È un parente?-
-Siamo amici, sono passato a salutarlo.-
-Ho capito, lei ha un'informazione da far pervenire a Loiacono. Sono spiacente, la rubrica che il dottore teneva qui da noi è passata a un altro redattore. Che vuole, dopo lo scandalo... -
-Quale scandalo? Sono stato all’estero per più di due anni, non so nulla.-
-Un anno e mezzo fa successe una cosa molto spiacevole. Il dottor Loiacono fu arrestato per spaccio di cocaina. Nel suo appartamento ne venne trovata un bel po'. Dopo l'arresto il direttore non poté far altro che licenziarlo. Loiacono adesso lavora come indipendente. Io non le ho detto nulla eh, non mi metta nei casini, però questo è il suo numero, il dottor Loiacono mi ha autorizzato a darlo alle persone che lo cercano. Risponde solo se la batteria del telefono è carica, quindi c'è caso che lei debba chiamarlo più di una volta.-
-La ringrazio per la gentilezza.-
-Non è una gentilezza. Loiacono mi paga per questo. Anzi, quando lo vede gli dica che se non salda gli arretrati, è l’ultima volta che do il suo recapito a chi lo viene a cercare. Rischio il posto, per fargli il favore.-
Che disdetta, pensò Bernini andandosene, il vecchio marcio ci è cascato ancora. Ermanno si ricordò di quando, al liceo, Loiacono si era distinto in quel genere di attività. Una mattina i carabinieri lo avevano sorpreso a vendere pastiglie di fronte alla scuola, e non si trattava di mentine. Dopo l'espulsione dall'istituto i due non si erano persi di vista completamente. Un giorno Ermanno venne raggiunto dalla notizia che Attilio aveva trovato lavoro nella redazione di un giornale. Lo aveva chiamato per complimentarsi, ma l'amico aveva fatto di tutto per chiudere velocemente la telefonata come se divulgare la notizia della propria assunzione fosse l'ultimo dei suoi desideri. In seguito Bernini aveva scoperto il motivo di tanta reticenza, il Grido era un foglio scandalistico che viveva di piccoli ricatti nel sottobosco della politica e dello spettacolo.
Dopo aver parlato col portiere, Ermanno decise che avrebbe telefonato quel giorno stesso, in fondo Loiacono era la sola persona che conoscesse nel mondo dell'informazione. Con lui sperava di potersi accordare per dividere i proventi della primizia giornalistica. Quel giorno la batteria di Loiacono era carica e Bernini nel giro di un'ora lo raggiunse a casa sua.
-Così ti sei ricordato di Loiacono e sei venuto a offrirgli lo scoop. Dimmi tutto Ermanno, di cosa si tratta?-
Dopo avergli stretto la mano, Attilio Loiacono gli fece strada dentro il misero appartamento dove abitava, un tugurio alla estrema periferia della città.
-C'entra uno sportivo?-
L’abitazione era composta dal locale che un tempo era servito da astanteria per lo stabilimento industriale semidiroccato che si ergeva alle sue spalle. All'ingresso c'era ancora la rastrelliera dei cartellini marcatempo vuota e arrugginita.
-Un calciatore? Adesso i calciatori vanno forte. Qualunque notizia tu abbia scoperto, l’hai portata nel posto giusto. Siediti e vuota il sacco.-
Loiacono fece luce avvitando la lampadina che stava sopra il tavolo e Bernini lo guardò restando in silenzio. Il dondolio del filo faceva oscillare le loro ombre sui muri come in un vecchio film di mala e nel sedersi di fronte a lui Ermanno notò sul suo viso i pomelli violacei che gli imporporavano le gote mal rasate.
I due si conoscevano fin dall'adolescenza e nessuno di essi poteva dire di aver fatto fortuna. Se Ermanno conduceva la propria vita tra le mille difficoltà del disoccupato, nessuno dei sogni di gloria nel giornalismo che avevano animato la giovinezza di Attilio si era avverato. Poco preparato e molto presuntuoso, Loiacono era finito a lavorare nella stampa scandalistica di ultimo ordine. Quello che stava di fronte a Bernini non era un giornalista da quattro soldi, ma un miserabile che viveva di espedienti.
-Allora ti decidi a parlare? Che storia hai? Le più vendibili sono le storie di sesso.-
-No Attilio, non si tratta di sesso. Non so nemmeno se vale la pena riferirtela.-
-Ho capito, corruzione politica. Se riguarda uno della maggioranza non vale niente, te lo dico subito. Che i membri del governo prendano tangenti non è più nemmeno una notizia. Se ad avere intascato soldi è uno dell'opposizione qualche franco si può fare. Allora ti decidi a dirmi cos'hai in mano? Intanto io preparo due bicchieri. Ho solo brandy nazionale, non ti aspettare niente di lusso.-
-Ascolta Attilio, forse la mia notizia non ti piacerà. L’argomento è scientifico.-
L'altro si fermò di colpo.
- Hai ragione amico, la scienza mi interessa poco. Al giorno d'oggi gli articoli di carattere scientifico non si vendono bene. Il mio pubblico chiede storiacce cattive, qualcuno che fa del male a qualcun altro, meglio ancora se c'entra il sesso e se è violento, quello che tutti sognano e non hanno il coraggio di praticare. Oppure la notizia di uno famoso che finisce nella sfiga, anche questo si vende bene. I lettori sono una platea di sadici, guarda quello che è capitato a me...-
-Ero all'estero, non so nulla – mentì Bernini.
-Un bastardo di cui mi fidavo. Ci sono cascato come un fesso. Veniva a chiedermi la roba perché gli facevo credito. Quando il suo partito ha vinto le elezioni, si è liberato di me vendendomi agli sbirri.-
-La droga è sempre stato il tuo punto debole, Loiacono. Anche al liceo passasti dei guai per via delle anfetamine, lo ricordo.-
-Quello che mi capitò al liceo fu uno scherzo al confronto. Stavolta ci ho lasciato le penne per davvero.-
-Ti hanno messo dentro?-
-Per un anno intero. E il processo non è ancora cominciato. Tutto perché sono andato a sbattere su un infame che stava facendo carriera politica. Negli ultimi anni le cose non andavano bene, così per sbarcare il lunario vendevo un po' di roba. Quello che consideravo un cliente fidato è entrato in parlamento alle ultime elezioni. Il giorno dopo mi sono trovato la polizia in casa. Dodici mesi di carcere, e adesso lui se la procura altrove la polvere. Meglio non parlarne, Bernini, mi fa solo venire il sangue amaro. Dimmi della scoperta scientifica, invece. Chissà che non diventi un giornalista scientifico.-
-Sei sicuro che ti interessi?-
-Dimmi cos'è, poi ti rispondo.-
-Ho trovato uno yeti sull'Himalaya.-
-Bernini sei sempre stato un simpaticone. Beati voi ricchi!-
-Guarda che non è uno scherzo. Ho veramente trovato l'abominevole uomo delle nevi. Quanto al ricco, potevi risparmiarti la battuta, sono finito in malora anch'io, è stata proprio la miseria a costringermi a lavorare all'estero. Però se non ti interessa ti saluto.-
-Aspetta, coglione. Ho detto che la scienza non tira, ma questo è diverso, questo si vende eccome. Hai delle foto dell'animale, qualche filmato?-
-Ho lui, Attilio. Ho lo yeti in carne e ossa.-
-Fammi capire, te lo sei portato a casa?-
-È così, l'ho preso e me lo sono portato qua.-
-Vivo?-
-Trasportare cadaveri da un continente all'altro non è tanto semplice.-
-Bernini, l'ho sempre pensato che voi ricchi abbiate una marcia in più. Beviamoci questo brandy e racconta tutto dal principio. Me lo diceva il cuore che la fortuna avrebbe girato.-
 

LO YETI
LO YETI Prefazione
LO YETI Capitolo 1
LO YETI Capitolo 2
LO YETI Capitolo 3
LO YETI Capitolo 4
LO YETI Capitolo 5
LO YETI Capitolo 6
LO YETI Capitolo 7
LO YETI Capitolo 8
LO YETI Capitolo 9
LO YETI Capitolo 10
LO YETI Capitolo 11
LO YETI Capitolo 12
LO YETI Capitolo 13
LO YETI Capitolo 14
LO YETI Capitolo 15
LO YETI Capitolo 16
LO YETI Capitolo 17
LO YETI Capitolo 18
LO YETI Capitolo 19

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